Nell’intervista rilasciata a “Futuro Capitale”, Flavio Cattaneo, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Enel, ha risposto alle domande del Direttore de “Il Messaggero” sul tema delle bollette energetiche in Italia. Partendo dalla contraddizione tra i dati ufficiali che indicano un calo dei prezzi e la percezione diffusa nell’opinione pubblica, il manager ha fornito una lettura dettagliata dei numeri Eurostat, affrontando poi i temi dell’impatto della guerra sui consumatori, degli investimenti in rete e rinnovabili e del futuro del nucleare in Italia.

Flavio Cattaneo: i numeri reali delle bollette

Le statistiche sull’energia, ha spiegato Flavio Cattaneo, vengono spesso analizzate in modo aggregato, mentre in realtà andrebbero distinte. Secondo i dati Eurostat, la media delle bollette mensili per famiglie fino a 2 megawatt di consumo è di 57 euro in Europa e di 59 euro in Italia. Riguardo alla guerra in Iran e al suo impatto energetico nel nostro Paese, circa il 70% delle famiglie italiane e l’80% dei clienti Enel, ha chiarito Flavio Cattaneo, hanno un prezzo fisso, bloccato per 12, 24 o 36 mesi, e quindi non hanno subito alcun impatto diretto. Solo il restante 20%, a prezzo variabile, risente delle potenziali oscillazioni quotidiane del prezzo di riferimento, nonostante Enel abbia offerto e pubblicizzato la possibilità di passare al fisso dopo l’inizio della guerra.

Flavio Cattaneo tra rinnovabili, rete e nucleare

La rete va potenziata anno su anno, ha risposto Flavio Cattaneo alla domanda sulla priorità tra investimenti in rete o in rinnovabili, sottolineando un elemento economico rilevante: l’attuale prezzo elevato dell’energia all’ingrosso consente di realizzare impianti rinnovabili senza incentivi. Sul tema del nucleare, Enel sta studiando la tecnologia (avendo già esperienza nel settore) tramite Nuclitalia, società creata per verificare la fattibilità tecnica futura degli SMR (Small Modular Reactor).