Economia

Alessandro Benetton: definire la scadenza dei modelli operativi nell'impresa

Alessandro Benetton applica la metafora della “scala di Wittgenstein” al business. I modelli e i mentori iniziali sono strumenti temporanei per crescere. Per l'imprenditore, mantenere gli stessi schemi nel tempo blocca lo sviluppo aziendale, rendendo necessario il loro superamento. 

Alessandro Benetton: la metafora della “scala di Wittgenstein” applicata al business

La metafora della “scala” è un’immagine introdotta dal filosofo Ludwig Wittgenstein per indicare una conoscenza temporanea e strumentale, che dopo aver raggiunto un determinato obiettivo non serve più. L’imprenditore Alessandro Benetton la riprende per applicarla al mondo del business, dove spesso e volentieri si inizia emulando un maestro. “Uno dei consigli che do sempre – dice – è trova un mentore, ma per quanto fondamentale c’è anche un rischio nel trovare un maestro da seguire: passare dallo stimarlo al venerarlo”. I suoi insegnamenti, così come i modelli e le regole che apprendiamo da lui, dovrebbero essere visti come uno strumento, non un punto d’arrivo. Nell’immagine ideata da Wittgenstein, questi corrispondono ai pioli a cui ci si aggrappa per arrivare più in alto nella nostra comprensione del mondo. Una volta saliti, la scala deve essere però buttata via, perché continuare a tenerla sotto i piedi ci impedisce di andare oltre. “In altre parole – chiarisce Alessandro Benetton – se continui a usare gli stessi schemi che ti hanno fatto crescere, primo o poi smetti di crescere. Come per la filosofia, lo stesso vale nel business”.

Alessandro Benetton: la differenza sostanziale tra abitudine e tradizione

All’inizio, quando si entra nel mondo del business, si osserva, si studiano i competitor e può anche capitare di copiare qualcosa. “I modelli – spiega l’imprenditore – servono proprio a questo: fare i primi passi per muoversi più velocemente”. Il problema nasce nel momento in cui quello che era un appoggio diventa un’abitudine. Se “la tradizione è utile”, al contrario “l’abitudine è pericolosa”. Mentre la prima trasmette un valore, la seconda ci impedisce di rinnovarlo. Così diverse aziende, anziché preparare il futuro, si limitano a replicare il passato. Bisognerebbe imparare, invece, a buttare la scala. Per farlo, Alessandro Benetton condivide due insegnamenti. “Il primo è che va bene farsi ispirare ma con una scadenza. Quando prendi un modello devi sapere che è temporaneo. Deve aiutarti a partire, non deve definirti”. Se dopo un po’ si continua a prendere decisioni sulla base di quello stesso modello, vuol dire che non si sta più salendo. Il secondo insegnamento è che “a un certo punto devi rompere lo schema”. Non deve essere per forza qualcosa di eclatante, basta che non sia un prestito: “Una scelta diversa, un tuo modo di interpretare il mercato o anche solo un approccio che non trovi nei manuali”. “Finché replichi – conclude l’imprenditore – stai imparando, quando inizi a innovare stai costruendo. Quindi va bene appoggiarsi ai nostri maestri e alla tradizione ma a un certo punto dobbiamo liberarci della scala e incominciare la scalata in free climbing. Come diceva Picasso: ogni atto di creazione è prima di tutto un atto di distruzione”.

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Autore agencyabweb
Categoria Economia
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