Cultura e Spettacolo

Oscar 2026, il punto sulla corsa alla Miglior sceneggiatura non originale: 10 adattamenti da tenere d'occhio

La corsa alla Miglior sceneggiatura non originale per gli Oscar 2026 si presenta come una partita a scacchi in cui i pezzi sono rimasti quasi tutti gli stessi rispetto alle previsioni di agosto, ma le gerarchie si sono radicalmente ridisegnate.

L’unica vera new entry è Hedda di Nia DaCosta, che irrompe al decimo posto grazie alle prime reazioni critiche, mentre il blocco dei contendenti principali si conferma sorprendentemente stabile: da Bugonia a Frankenstein, da Hamnet a Wake Up Dead Man, passando per il fronte internazionale di NEON con No Other Choice. Il quadro non si arricchisce di nuovi sfidanti, ma è la posizione di forza a spostarsi — e questo racconta molto più della stagione che non una lista completamente rinnovata.

Il cambiamento più evidente è il ribaltamento dei vertici: One Battle After Another di Paul Thomas Anderson passa dal terzo al primo posto, affermandosi come il nuovo frontrunner grazie a screening interni che ne hanno rafforzato l’aura autoriale. Hamnet resta saldo al secondo posto, confermando la propria natura da “prestige contender”, mentre Bugonia scende dalla vetta al quarto gradino pur mantenendo un forte seguito all’interno della Writers Branch.

La vera scossa tellurica arriva però da Train Dreams, che compie l’exploit più clamoroso della stagione: dall’11ª posizione di agosto al terzo posto attuale. Un balzo che non solo ridefinisce il centro della classifica, ma dimostra come test screening eccezionalmente favorevoli possano riassegnare priorità in pochi giorni, trasformando un “long shot” in un candidato di peso letterario e cinematografico.

La stagione dei premi è appena iniziata — e promette un duello tra veterani e outsider che potrebbe infiammare la categoria fino all’ultimo voto.

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Autore Sabrina Canzanella
Categoria Cultura e Spettacolo
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