In data odierna si è tenuto il tavolo nazionale presso il Ministero delle imprese e del made in Italy (MIMIT) avente ad oggetto la situazione dello stabilimento di Feltre (Belluno) di Hydro Extrusion Italy srl.
All’incontro, coordinato dalla Struttura nazionale per la crisi d’impresa, erano presenti l’azienda, assistita dai suoi consulenti e da Confindustria Belluno-Dolomiti, le Organizzazioni sindacali nazionali e territoriali di categoria Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil con i rappresentanti dei lavoratori. Per le istituzioni erano presenti la Regione del Veneto con l’Unità di Crisi aziendali e la Direzione Lavoro, la Provincia di Belluno e il Comune di Feltre.
“L’incontro di oggi – afferma l’assessore regionale con delega alle crisi Massimo Bitonci - segna un passo avanti rispetto al tavolo regionale del 16 dicembre. Hydro Extrusion ha dichiarato di focalizzarsi sull’ipotesi della reindustrializzazione e di essere in procinto di nominare un advisor incaricato di trovare un subentrante industriale per il sito Feltrino oggetto di dismissione da parte dell’azienda. Come Regione, in sintonia con le altre Parti istituzionali e con i sindacati, abbiamo ribadito la necessità che questo processo di cessione sia orientato ad assicurare la continuità produttiva del sito, garantendo la massima occupazione”.
“Riteniamo – continua Bitonci - che le produzioni realizzate dall’impianto siano strategiche per il territorio e la nazione e che pertanto l’attenzione debba continuare ad essere massima per arrivare ad una soluzione condivisa, che ne preservi le competenze industriali e sia orientata a prospettive di sviluppo”.
L'incontro che ha avuto anche qualche momento di tensione tra l'azienda e i rappresentanti sindacali presenti, che hanno contestato la scelta dell'azienda di fare a meno dell'impianto di Feltre per una scelta che non è motivata dalle dinamiche industriali, ma da una scelta gestionale della multinazionale norvegese.
La situazione però rispetto a quanto detto a dicembre dall'azienda, pare profilare qualche nuovo sviluppo positivo. Il 17 dicembre, data dell'ultimo incontro tra azienda e sindacati, l’unico risultato ottenuto dai lavoratori, è stato il rinvio a febbraio della procedura di chiusura e di licenziamento collettivo, unito all’impegno di chiedere ai vertici della multinazionale l’eventuale disponibilità alla cessione del sito ad altra proprietà.
L’azienda ha garantito che in questi mesi lavoratori e lavoratrici lavoreranno a pieno regime fino alla data dell’incontro che sarà fissata all’inizio del prossimo anno. Proprio a seguito di questo, il ministro Urso ha deciso di convocare un tavolo di crisi per il 20 gennaio al Mimit.
“Nel corso del prossimo incontro che si terrà nuovamente in sede ministeriale l’11 febbraio – conclude l’assessore - avremo l’occasione di incontrare l’advisor e di approfondire il confronto sulle azioni e sugli strumenti da mettere in campo nei prossimi mesi”.

