Cultura e Spettacolo

Mario Spinosa racconta le suggestioni de “Il tempo sospeso”

Un’intervista dal tono più riflessivo, che lascia spazio anche a piccole crepe e domande meno lineari. Si entra nel non detto, nelle influenze e nelle scelte stilistiche, cercando di capire cosa resta davvero dopo la lettura e quale traccia il libro può lasciare nel tempo.

 

 

Nel capitolo iniziale scrivi di “una colonna sonora fantasma”. È una definizione bellissima. Ti chiedo: quanto conta per te il non detto, quello che resta fuori dall’immagine o dal testo?

Moltissimo. Ammiro tutti quegli artisti, non solo registi, che sanno lavorare per sottrazione. Nell’epoca moderna in tanti hanno preso questa strada, abbandonando l’abbondanza di elementi, abbracciando il minimalismo per cercare di raccontare l’essenza delle emozioni.

Il libro è molto coerente, forse anche volutamente controllato. Ti sei mai trattenuto dal rendere alcune parti più emotive o più “sporche”?

È la mia prima opera e penso che si capisca specialmente da quello che dici. Probabilmente in certi punti avrei dovuto avere più coraggio ed espormi di più, ma poi non me la sono sentita.

Tra i riferimenti che emergono, Carpenter, Argento e Friedkin sono fondamentali. Se dovessi aggiungere un autore meno evidente ma importante per te, chi sarebbe?

Oliver Stone. “Nixon-Gli intrighi del potere” è un film che ho visto decine di volte. Così come Ogni maledetta domenica, Assassini Nati e Platoon. L’estetica delle sue immagini e soprattutto del sonoro la trovo sublime. Ci sono scene, tipo il primo minuto di Ogni maledetta domenica, che, lavorando con il rallentatore, primissimi piani, suoni mixati e tagli di luce riesce a trasmettere un’intera storia in pochi secondi. Da ragazzo guardavo e riguardavo scene come quella cercando di individuare tutti gli elementi.

Ultima cosa: se questo libro dovesse lasciare un messaggio nascosto, non esplicito, quale speri che arrivi davvero al lettore?

Contestualizzare i film. Può sembrare banale, ma noti che spesso non viene fatto. Un film, per essere davvero apprezzato, necessita la conoscenza del contesto storico. Nel libro insisto molto su questo tema mettendo in relazione le caratteristiche del linguaggio filmico con la condizione socio- culturale in cui è nato.

https://www.amazon.it/dp/B0GFWVQTMX

Autore edoardo79
Categoria Cultura e Spettacolo
ha ricevuto 77 voti
Commenta Inserisci Notizia