Come dicevano i cronisti di una volta, almeno quelli made in USA, un cane che morde un uomo non fa notizia, mentre l'assai meno frequente contrario (un uomo che morde il cane) notizia la fa eccome.

A Napoli una moglie uccide il marito a coltellate, pare per legittima difesa.  Ovviamente la notizia riscuote un'attenzione ben maggiore rispetto ai quotidiani femminicidi ai quali ormai abbiamo fatto il callo. A proposito della tanto discussa parola “femminicidio”, possiamo dire che ha origine antica, infatti “uxor” in latino significa moglie.

“L'uxoricidio è l'atto di un marito che uccide la propria moglie, o una compagna, ed è definito come un omicidio della propria consorte”.

Praticamente i mariti che fanno fuori le mogli ci sono da sempre, più raro il contrario, infatti non esiste un termine specifico, né in italiano né in latino, che definisce l'uccisione del marito da parte della moglie.

Il linguaggio rispecchia la cultura e la società, quindi, dagli antichi romani in poi, non veniva ritenuto neppure concepibile che la moglie facesse fuori il marito, anche se, a volte, poteva succedere.

Sta di fatto che nella ns vecchia legislatura, il marito era il “capo riconosciuto della famiglia” e le percosse a moglie e figli venivano giudicate con molta indulgenza.

L'ineffabile assessore di Senigallia, Cinzia Petetta, organizza una festa dell'uomo (maschio) pubblicizzata da un cartellone dove un poveretto in camicia si copre disperato il viso- Secondo lei e molti altri, soprattutto frequentatori di social, l'uomo odierno è una povera vittima indifesa, addirittura rappresenta il 40% delle vittime di violenza domestica. Ma se guardiamo le statistiche, quelle vere, la percentuale di mariti assassini supera quella delle mogli assassine. Il maschio, anche quello attuale, è stato cresciuto libero di esprimere la propria aggressività, addirittura vista da molti come un valore- Per le donne è l'esatto contrario: la loro aggressività è stata repressa e negata per secoli, rendendole imbelli ed indifese-

Così è finita che il prepotente prende a calci il gracile cagnolino- Lo farebbe se si trovasse di fronte ad un grosso cane con i denti scoperti? Sempre per rimanere in tema di metafore cinofile...

Sospetto che se le donne cominciassero a difendersi, sia fisicamente che psicologicamente, mogli o no che siano, qs potrebbe rappresentare un deterrente e far diminuire gli uxoricidi (o femminicidi, che dir si voglia)- I giornali stanno già dicendo che la signora Lucia Salemme da Forcella avrebbe pugnalato il marito quando questi era inerme, sono osservazioni che non vengono mai fatte quando è il marito a pugnalare la moglie non in grado di difendersi-

Il suo consorte, Ciro Rapuano, forse era stato ripetutamente aggressivo nel corso degli anni di matrimonio, unendosi a quel 60% di autori di violenze domestiche taciuto dall'Ass. Petetta.