Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Ue, in missione a Roma è stato l'illustre ospite di un evento della Federterziario, associazione di oltre 90.000 Piccole e Medie Imprese del settore del terziario, dei servizi, della piccola impresa industriale, commerciale, agricola e delle libere professioni e del lavoro autonomo in generale, dal titolo " INNOVARE E CRESCERE I NUOVI SCENARI DELLA POLITICA DI COESIONE", Il vicepresidente esecutivo con la sua solita chiarezza ha parlato delle politica di coesione e degli obiettivi del nuovo piano di b9lancio pluriennale della Ue, a cui sta direttamente lavorando.
"nella mia precedente esperienza di ministro- ha esordito Fitto- quando all'inizio della legislatura iniziamo a parlare della necessità di rivedere il piano nazionale di presa di esigenza si aprì un dipartito non proprio garbate. Abbiamo messo in campo un'azione che è importante, si sosteneva che non si potesse revisionare, nelle settimane scorse si è chiusa la sesta revisione del piano nazionale " rivendicando con la sua solita modestia come la sua scelta di approccio verso il Pnnr italiano sia stata premiata da risultati eccezionali, che probabilmente senza il suo intervento determinante da ministro degli affari europei non sarebbero stati possibili. " Al 30 novembre dello scorso anno la spesa era di 101 miliardi di euro, dati ufficiali ora l'idea che si debbano spendere oltre 90 miliardi di euro fino ad agosto, a dicembre, non è così perché noi abbiamo alcuni elementi che devono essere tenuti in conto il primo è quello collegato alle economie di bassi tasta quando faccio un esempio completo, un comune mette a gara un asilo all'interno del PNR per un milione di euro non spende un milione di euro, perché la gara comporta un numero di basso tasto quindi non sarà mai il 100% della spesa, se questo la moltiplichiamo per enne volte noi capiamo che non c'è da spendere il 100% di quelle risorse la seconda riflessione è collegata al fatto che diverse misure non hanno il 100% di obiettivo entro la data di scadenza del piano, ma hanno il 75, il 80 c'è una percentuale che deve testimoniare al momento della scadenza che l'obiettivo è raggiunto" ha spiegato il vicepresidente esecutivo, sempre bene attento a non parlare di questioni nazionali, cosa che nel suo ruolo potrebbe essere sottoposto a strumentalizzazioni a cui Fitto si è sempre sottratto.
Il vicepresidente esecutivo della Ue ha poi spiegato che all'inizio del suo mandato, ha presentato la revisione dell'attuale politica di coesione, una proposta legislativa che ha messo in campo dopo un confronto con gli stati membri, con tutti i 27 ministri della coesione con i governi, con il Parlamento europeo, con il Comitato delle Regioni, per essere condivisa il piu possibile con tutti gli attori in campo e la risposta è stata senza dubbio positiva "è nata questa possibilità di modificare la politica di coesione avendo 5 nuove priorità adeguate allo scenario nuovo, la difesa, l'acqua, la casa, l'energia e la competitività. Su queste 5 nuove priorità abbiamo aperto su base volontaria questo strumento agli stati membri della regione, a dicembre sono arrivate moltissime richieste di revisione, le stiamo per completare e nelle prossime settimane presenteremo i numeri, posso dire che la dimensione, la quantità e anche l'efficacia di questa revisione è molto importante perché le hanno utilizzate al meglio, hanno adeguato, quindi hanno messo in una flessibilità che ha consentito di spostare da quelle scelte." ha detto Fitto
Fitto poi ha parlato della misura della Zes unica, una sua intuizione, quando era ministro degli affari europei. Una misura che è stata sottoposta ad una struttura creata ad hoc all'interno della presidenza del Consiglio e guidata dall'avvocato Giosy Romano. E' stato un successo straordinario, portata a modello di sviluppo economico un pò da tutti, a cominciare dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini, e che deve essere anche lo spirito guida della semplificazione che deve essere adottata anche in Europa. " Poter avere una autorizzazione in 60 giorni con una conferenza di servizi ha portato a dei numeri rilevantissimi dal punto di vista degli occupati, dal punto di vista del numero dell'autorizzazione, oltre mille, e dal punto di vista anche della possibilità di riuscire in tempi inimmaginabili precedentemente a sbloccare una serie di investimenti così importanti. Ora è chiaro che è il terreno sul quale bisogna seguire. Come ho già detto prima, quello che stiamo facendo a livello nazionale, bisogna che tutti gli Stati Uniti possano sempre fare questo." Inevitabile poi il riferimento ad uno dei temi del giorno, l'accordo sul Mercosur, dopo la clamorosa decisione del Parlamento europeo di rinviare la ratifica del trattato ad una valutazione della corte di giustizia europea " Nel 2017 la parlamentare europeo votai a favore del CETA, dell'accordo sul Canada, fu un momento in cui fui ricoperto di insulti per quel voto. Oggi, a distanza di poco più di sette anni, le esportazioni europee in Canada per i beni sono pari al 66%, per i servizi al 51%. Ora, perché possiamo pensare di non vedere queste opportunità? Il Mercosur costituisce, con l'accordo con l'Unione Europea, un mercato di 700 milioni di persone, un mercato dove la chiave d'accesso della italianità è eccezionale, perché le popolazioni di quei paesi di origine sono assolutamente aperte, e soprattutto per un paese esportatore questa è una grande opportunità."

