Musk abbandona il sogno di Marte e punta alla creazione di una ‘città autosufficiente’ sulla Luna
Elon Musk cambia rotta. Archiviato, almeno per ora, il sogno rosso di Marte, il magnate dello spazio guarda alla Luna e parla apertamente della creazione di una “città autosufficiente” entro dieci anni. Una scelta che, a suo dire, risponde a criteri di realismo tecnico: Marte è lontano, irraggiungibile se non ogni 26 mesi, complesso e costoso; la Luna, invece, è a portata di lancio ogni dieci giorni. Insomma, meno poesia cosmica e più pragmatismo ingegneristico.
E fin qui, nulla da dire: la scienza, quando è seria, deve fare i conti con la realtà. La scienza, quando è vera scienza, non vive di slogan ma di calcoli, limiti e possibilità reali. Il problema, però, non è nello spazio. È qui, sulla Terra.
Perché mentre Musk rinuncia a Marte, noi sembriamo già vivere in mezzo ai marziani. Non quelli verdi e silenziosi, ma quelli in giacca e cravatta, seduti nei palazzi del potere. Governanti, amministratori, politici: alieni, sì, ma da una politica onesta e responsabile. Alieni dal concetto di bene comune, lontani anni luce dai problemi quotidiani dei cittadini che dovrebbero rappresentare e tutelare.
Forse Musk ha intuito una verità scomoda: non serve attraversare milioni di chilometri per imbattersi in un mondo alieno. Basta osservare come vengono gestite città, regioni, Stati, equilibri globali. Decisioni scollegate dalla realtà, guerre militari ed economiche combattute sulla pelle dei popoli, interessi personali anteposti sistematicamente a quelli collettivi, promesse elettorali che evaporano il giorno dopo il voto, responsabilità che nessuno si assume mai. Altro che colonizzare Marte: qui abbiamo già colonizzato l’assurdo.
E allora la Luna diventa un simbolo potente. Un luogo lontano, silenzioso, forse più razionale di certi parlamenti terrestri. “Mandiamoli tutti sulla Luna”, viene spontaneo pensare. Non per punizione, ma per necessità di sopravvivenza democratica. Tanto “a quel paese”, almeno in Italia, ce li hanno già mandati oltre il 50 per cento degli elettori, scegliendo l’astensione come ultima, disperata forma di protesta.
Musk costruirà forse una "città autosufficiente" sulla Luna. Ma la vera impresa impossibile resta un’altra: riportare sulla Terra una classe dirigente distante anni luce dagli interessi dei cittadini!