Esteri

Accordo Ue-India, Fitto: "scelta strategica dell'Europa"

A Bruxelles sottolineano con entusiasmo che si tratta della «più grande zona di libero scambio al mondo». E, a giudicare da numeri e contenuti dell’operazione, l’entusiasmo è giustificato. L’Unione europea e l’India hanno siglato un accordo commerciale che a ragione, come dice Ursula von der Leyen, può dirsi storico. Insieme, l’Ue e l’India rappresentano circa un quarto della popolazione mondiale, con due miliardi di persone, e circa il 25% del prodotto interno lordo globale. L’intesa, come spiega una nota pubblicata sul sito web della Commissione europea, conferirà all’Ue un vantaggio competitivo significativo in settori industriali e agroalimentari chiave, rafforzerà i legami commerciali, politici e di investimento tra i due protagonisti dell’accordo, eliminerà le barriere commerciali e semplificherà le procedure di scambio, aprirà nuove opportunità di esportazione, rafforzerà la sicurezza economica dell’Ue diversificando l’approvvigionamento di materie prime fondamentali per l’industria dei paesi comunitari.

L’accordo siglato oggi a Nuova Delhi dal primo ministro indiano Narendra Modi e, per l’Ue, dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen e dal presidente del Consiglio Antonio Costa, prevede che l’India abbatterà o ridurrà i dazi sul 96,6% delle esportazioni europee e che l’Europa farà lo stesso per il 99% del valore delle esportazioni indiane. Per le imprese europee (ci sono circa 6 mila nostre aziende che operano in India) si prevede un risparmio di circa 4 miliardi di euro all’anno e un aumento delle esportazioni annuali di merci dall’Ue verso l’India entro il 2032 di circa il 107%.

Se insomma a occidente gli Stati Uniti alzano il muro di nuovi dazi, l’Europa apre nuovi e più grandi canali commerciali a oriente, intensificando i rapporti con un mercato da un miliardo e mezzo di persone, un numero tre volte quello dei cittadini europei.

In particolare, i dazi sulle automobili prodotte nei paesi comunitari scenderanno gradualmente in India dal 110% fino al 10%, mentre quelli sui componenti saranno aboliti entro un arco temporale che al momento è stimato in 5-10 anni. I dazi su macchinari, prodotti chimici e farmaceutici saranno in gran parte eliminati. Un capitolo dedicato alle Pmi garantirà assistenza e misure ad hoc per sfruttare al meglio le nuove opportunità offerte dall’accordo.

L’Ue e l’India già commerciano beni e servizi per oltre 180 miliardi di euro all’anno, coinvolgendo circa 800.000 lavoratori del Vecchio continente. E ora da questa intesa ci si attende un nuovo slancio e anche nuove opportunità sull’approvvigionamento di materie prime critiche, di cui l’India è ricca, in modo da far calare significativamente la dipendenza dell’Europa rispetto all’attuale massiccio import cinese.

Per quanto riguarda il settore agroalimentare, che è quello che maggiormente si è opposto a un analogo accordo di libero scambio col Mercosur, siglato dai vertici comunitari ma poi congelato a sorpresa per un blitz riuscito al Parlamento europeo, beneficerà di forti riduzioni: i dazi medi del 36% sui prodotti europei saranno abbattuti, con quelli per i vini che passeranno dal 150% al 75% e poi fino al 20%, quelli per l’olio d’oliva che dal 45% arriverà a zero in cinque anni 

Grande soddisfazione da parte della commissione europea per lo storico accordo, Raffaele Fitto, il vicepresidente esecutivo della Ue che era stato in missione in India lo scorso anno e che ha lavorato molto alla riuscita di questo accordo, "Oggi l'Unione europea e l'India hanno concluso i negoziati per un accordo di libero scambio storico. Un'intesa che rafforza i legami economici e politici tra due grandi democrazie, in un contesto globale sempre piu' complesso. Nasce un mercato di due miliardi di persone che guarda al futuro". ha scritto su X Fitto che ha aggiunto; "L'accordo garantira' un significativo vantaggio competitivo per settori chiave europei, offrendo alle nostre imprese un accesso privilegiato al Paese piu' popoloso al mondo e alla grande economia in piu' rapida crescita.  E' una scelta strategica dell'Europa: apertura, cooperazione e nuove opportunita' per imprese e cittadini. L'Europa continua a fare scelte strategiche per rafforzare la propria competitivita' e il proprio ruolo nel mondo"

Autore Vincenzo caccioppoli
Categoria Esteri
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