Scienza e Tecnologia

Blackout in Spagna: le rinnovabili non c'entrano. La vera causa è stata una sovratensione di rete

Un'interruzione senza precedenti ha colpito la penisola iberica la scorsa primavera, lasciando senza elettricità decine di milioni di cittadini in Spagna, Portogallo e parte della Francia. Treni bloccati, ascensori fermi, ospedali in emergenza: in alcune zone l'elettricità è mancata per oltre dieci ore. Ma se media e politici hanno subito accusato le energie rinnovabili di aver destabilizzato la rete, le prove tecniche raccontano un'altra storia.

La caccia al capro espiatorio
Non appena è scoppiata l'emergenza, alcuni giornali britannici e figure politiche statunitensi hanno rilanciato la narrazione secondo cui l'alto utilizzo di energia eolica e fotovoltaica avrebbe causato il blackout. Il Daily Mail ha ipotizzato che «le rinnovabili siano le responsabili del collasso», mentre l'ex dirigente del fracking e attuale segretario all'Energia USA, Chris Wright, ha dichiarato: «Quando leghi il tuo destino al meteo, ti esponi a rischi inevitabili».

Un'accusa semplice, emotiva, ma infondata.

Cosa è accaduto davvero
Un'indagine indipendente condotta dal consorzio europeo delle reti elettriche (ENTSO-E) ha stabilito chiaramente che la causa del blackout è stata una sovratensione anomala, la più grave mai registrata in Europa.

Poco prima del blackout si sono verificate oscillazioni di potenza. Per stabilizzare il sistema, l'operatore spagnolo Red Eléctrica ha ridotto le esportazioni verso la Francia. Questo intervento ha attenuato le oscillazioni ma ha provocato un brusco aumento della tensione elettrica. La sovratensione ha fatto intervenire i sistemi di protezione automatici, scollegando trasformatori e centrali per evitare danni irreversibili.

Il professor Antonio Gómez-Expósito, dell'Università di Siviglia, è categorico: «L'incidente non ha nulla a che vedere con la quota di rinnovabili. È stato un evento di controllo della tensione, non un problema di produzione».

Il falso mito della “mancanza di inerzia”
Alcuni oppositori delle fonti pulite hanno sostenuto che la rete sarebbe crollata per l'assenza di inerzia, ovvero la stabilità fornita dalla rotazione delle turbine fossili o nucleari. Ma questa tesi è stata smentita dagli stessi operatori. Red Eléctrica ha chiarito nel suo rapporto ufficiale che “l'incidente non è stato causato da un problema di inerzia”.

Le tecnologie moderne di regolazione digitale presenti negli impianti eolici e fotovoltaici reagiscono molto più rapidamente dei sistemi tradizionali, compensando la minore massa rotante. «Le rinnovabili rendono la rete più adattabile alle variazioni improvvise», spiega Gómez-Expósito.

Disinformazione e conseguenze reali
La narrazione infondata ha avuto effetti immediati sull'opinione pubblica. Un sondaggio realizzato dal Climate Action Against Disinformation Coalition mostra che il 70% degli spagnoli e il 60% dei britannici crede almeno a una teoria falsa sul blackout, in particolare quella che accusa le rinnovabili.

Per Philip Newell, co-presidente della coalizione, «queste menzogne rendono socialmente accettabile respingere soluzioni cruciali alla crisi climatica».

Un copione che si ripete
Non è la prima volta che accade. Nel 2021, durante il grande gelo in Texas, i media conservatori accusarono l'eolico. Ma le inchieste successive dimostrarono che furono le centrali a gas e carbone a congelarsi, mentre le rinnovabili contribuirono a mantenere la rete viva.

Secondo Timmons Roberts, professore alla Brown University, «approfittare della confusione durante una crisi per screditare le rinnovabili è una strategia deliberata».

Le prove della stabilità delle energie pulite
L'esperienza internazionale dimostra il contrario di quanto sostenuto dai detrattori. In California, nel 2023, due terzi dell'elettricità provenivano da fonti pulite senza alcuna perdita di stabilità. Durante l'ondata di calore del 2022, le batterie collegate ai pannelli solari hanno impedito il blackout, immagazzinando energia di giorno e restituendola alla rete nelle ore critiche.

Anche il Texas, dopo aver ampliato la capacità solare e di accumulo, ha ridotto drasticamente i rischi di interruzioni negli ultimi due anni, come confermato dall'operatore ERCOT.

I fatti, non la propaganda
Il blackout iberico è diventato un caso emblematico di manipolazione energetica. I dati tecnici parlano chiaro:

La causa è stata una sovratensione dovuta a dinamiche di rete, non alle rinnovabili.
Non è stata rilevata alcuna carenza di inerzia.
Eolico, solare e sistemi di accumulo aumentano la resilienza del sistema elettrico.
Come conclude Philip Newell: «Difendere la verità non è un esercizio accademico, ma un dovere civile verso il pianeta».

Contrastare la disinformazione significa proteggere il diritto a un futuro energetico sicuro, pulito e stabile. Le rinnovabili non sono il problema: sono parte fondamentale della soluzione.

Autore Vincenzo Petrosino
Categoria Scienza e Tecnologia
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