La prevenzione del tumore al seno perde terreno in Italia. Secondo Eurostat, tra il 2019 e il 2024 l'adesione agli screening mammografici è diminuita di 6,9 punti percentuali. Forti le differenze tra Nord e Sud. L'Associazione Nazionale Donne Operate al Seno porta la sensibilizzazione al cinema con uno spot interpretato dall'attrice Lucia Mascino.
In Italia diminuisce la partecipazione ai programmi di screening mammografico, uno degli strumenti più importanti per individuare precocemente il tumore al seno e migliorare le possibilità di cura. Secondo i dati pubblicati da Eurostat il 2 ottobre 2026, la percentuale di donne tra i 50 e i 69 anni sottoposte a mammografia nell'ambito dei programmi di screening è scesa dal 60,7% del 2019 al 53,8% del 2024. Una riduzione di 6,9 punti percentuali che colloca l'Italia tra gli undici Paesi dell'Unione europea nei quali si è registrata una diminuzione della partecipazione.
Il dato richiama l'attenzione sulle difficoltà della prevenzione oncologica nel nostro Paese, dove alla disponibilità di servizi diagnostici non corrisponde sempre un'adeguata adesione della popolazione. A pesare sono anche le profonde differenze territoriali, con le Regioni settentrionali che registrano livelli di copertura generalmente superiori a quelli del Mezzogiorno. Proprio per riportare l'attenzione sull'importanza della diagnosi precoce, ANDOS Nazionale, l'Associazione Nazionale Donne Operate al Seno, ha presentato il 21 ottobre una campagna di sensibilizzazione con l'attrice Lucia Mascino come testimonial.
Screening mammografico, l'Italia perde terreno rispetto all'Europa
Il confronto europeo evidenzia una distanza significativa tra l'Italia e i Paesi che hanno raggiunto i livelli più elevati di partecipazione. Nel 2024 la Danimarca ha registrato una copertura dell'82,1%, seguita dalla Svezia con l'82% e dalla Finlandia con l'81,6%. Percentuali elevate anche in Slovenia, al 77,8%, e in Irlanda, al 71,2%.
All'estremo opposto figurano Ungheria, con il 27,2%, Cipro con il 29,2%, Polonia con il 33,8%, Lettonia con il 38,2% e Austria con il 41,3%. Tra il 2019 e il 2024, nove Paesi europei hanno migliorato i propri risultati, con gli incrementi più consistenti in Slovacchia, Croazia ed Estonia. In undici Stati, Italia compresa, la partecipazione è invece diminuita.
Il problema non riguarda soltanto la disponibilità delle apparecchiature. Sempre secondo Eurostat, l'Italia disponeva nel 2024 di 3,7 unità mammografiche ogni 100mila abitanti, contro le 3,45 del 2019. Il numero di apparecchiature è quindi aumentato, mentre la partecipazione ai programmi di screening ha registrato una flessione.
La presenza di strutture diagnostiche, da sola, non garantisce infatti che tutte le donne interessate ricevano un invito, riescano a prenotare facilmente l'esame o decidano di sottoporvisi. Per migliorare l'efficacia della prevenzione occorrono programmi organizzati capaci di raggiungere la popolazione, assicurare continuità negli appuntamenti e accompagnare le pazienti negli eventuali approfondimenti.
Le differenze tra Nord e Sud e i dati più recenti
Le rilevazioni dell'Osservatorio Nazionale Screening confermano le difficoltà del sistema italiano. Nel 2024 sono state invitate oltre quattro milioni di donne nella fascia tra 50 e 69 anni e circa 2,09 milioni hanno aderito. Il tasso di adesione corretto è stato del 53,8%, in diminuzione rispetto al 55,4% dell'anno precedente.
Nello stesso anno, i programmi organizzati hanno individuato 10.244 carcinomi mammari, con un tasso di identificazione di 5,2 casi ogni mille donne esaminate. Numeri che documentano il contributo concreto dello screening alla diagnosi delle neoplasie, anche quando non sono ancora presenti sintomi evidenti.
Il quadro presenta tuttavia anche alcuni segnali positivi. Secondo i dati dell'Osservatorio relativi al 2025, l'indicatore nazionale di copertura dello screening mammografico è salito al 53,1%, con un miglioramento rispetto all'anno precedente. Particolarmente significativo l'aumento registrato nel Sud e nelle Isole, vicino a sei punti percentuali, pur in presenza di differenze ancora marcate rispetto al Nord. Si tratta di indicatori costruiti con metodologie differenti da quelli Eurostat, che non devono quindi essere confrontati direttamente.
Il divario territoriale riguarda sia la capacità di invitare regolarmente le donne sia la partecipazione effettiva agli esami. In alcune aree le difficoltà organizzative dei servizi sanitari si aggiungono agli ostacoli legati agli spostamenti, agli impegni lavorativi e familiari e alla scarsa conoscenza delle opportunità offerte gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale.
ANDOS lancia una campagna nazionale con Lucia Mascino
È in questo contesto che ANDOS Nazionale, associazione impegnata da cinquant'anni nel sostegno alle donne operate al seno, ha deciso di realizzare il suo primo spot istituzionale nazionale dedicato allo screening mammografico pubblico.
La campagna, realizzata in collaborazione con ANEC-AGIS Lazio, vede protagonista Lucia Mascino e punta a raggiungere anche le donne che normalmente non entrano in contatto con le iniziative di comunicazione sanitaria.
A partire da venerdì 23 ottobre, lo spot sarà proiettato su 336 schermi di 76 sale cinematografiche del Lazio. L'iniziativa coinvolgerà Roma e le altre province della Regione, trasformando le sale cinematografiche in uno strumento di sensibilizzazione sulla prevenzione oncologica.
L'attrice ha accolto l'invito dell'associazione sottolineando il valore della prevenzione come gesto di responsabilità personale e collettiva. Nel presentare la campagna, Mascino ha voluto anche contrastare la convinzione secondo cui un servizio sanitario gratuito sarebbe necessariamente di qualità inferiore rispetto a una prestazione privata. Un pregiudizio che rischia di allontanare le donne dai programmi pubblici, organizzati secondo protocolli definiti e con controlli sulla qualità degli esami.
Diagnosi precoce, l'importanza di individuare il tumore prima dei sintomi
La presidente di ANDOS Nazionale, Flori Degrassi, sottolinea che promuovere la prevenzione significa aumentare le possibilità di individuare la malattia nelle fasi iniziali, quando i trattamenti possono essere meno invasivi e le probabilità di guarigione generalmente più elevate.
La diagnosi precoce permette infatti di riconoscere tumori che non hanno ancora provocato sintomi e che potrebbero essere individuati soltanto successivamente, quando la malattia è più avanzata.
Lo screening mammografico organizzato non consiste semplicemente nell'effettuare una mammografia gratuita. È un percorso di sanità pubblica che prevede l'individuazione della popolazione interessata, l'invio degli inviti, l'esecuzione degli esami, la valutazione dei risultati e, quando necessario, ulteriori approfondimenti diagnostici.
L'obiettivo è ridurre la mortalità per tumore al seno attraverso una diagnosi più tempestiva. Come ogni programma di screening, presenta anche limiti, tra cui la possibilità di falsi positivi, falsi negativi e sovradiagnosi. Per questo deve essere condotto secondo protocolli scientifici, con adeguati controlli di qualità.
Screening gratuito, la fascia di età si amplia dai 45 ai 74 anni
In Italia il programma organizzato di screening mammografico prevede tradizionalmente l'invito gratuito ogni due anni per le donne tra i 50 e i 69 anni. Negli ultimi anni è stato avviato un ampliamento progressivo della popolazione interessata, con l'estensione degli inviti anche alle fasce 45-49 e 70-74 anni, secondo modalità e tempi differenti nelle singole Regioni.
L'ampliamento mira a consentire a un numero maggiore di donne di accedere alla diagnosi precoce attraverso il Servizio sanitario nazionale. Per conoscere le fasce di età effettivamente coperte, la periodicità degli esami e le modalità di accesso è necessario consultare le indicazioni della propria ASL.
ANDOS, attraverso i suoi 52 Comitati locali, intende contribuire anche a questo lavoro di informazione, aiutando le donne a conoscere i servizi disponibili e a superare eventuali difficoltà di accesso.
La campagna cinematografica rappresenta quindi un'iniziativa di comunicazione che affianca l'attività territoriale dell'associazione. La collaborazione con ANEC Lazio, presieduta da Leandro Pesci, permette di utilizzare uno spazio frequentato da un pubblico eterogeneo per diffondere informazioni su un servizio sanitario essenziale.
Il progetto è stato realizzato con il contributo non condizionato di MSD e il supporto dell'ASL Roma 3.
Come partecipare allo screening mammografico pubblico
Le donne che rientrano nelle fasce di età previste dai programmi regionali vengono normalmente invitate dalla propria ASL a effettuare gratuitamente una mammografia presso le strutture aderenti.
Chi non ha ricevuto l'invito può rivolgersi al centro screening della propria azienda sanitaria per verificare la propria posizione e le possibilità di accesso. È importante anche mantenere aggiornati i recapiti presso il servizio sanitario, per evitare che le comunicazioni non arrivino a destinazione.
In presenza di sintomi sospetti, come un nodulo, secrezioni anomale dal capezzolo o modificazioni del seno, non bisogna invece attendere l'invito allo screening: è necessario rivolgersi al medico per una valutazione diagnostica.
La campagna ANDOS partirà il 23 ottobre dalle sale cinematografiche del Lazio, con l'obiettivo di aumentare la conoscenza dei programmi pubblici e incoraggiare la partecipazione agli appuntamenti di prevenzione già disponibili sul territorio.


