Forse (poesia di Alessandro Lugli più commento)
Forse
Forse un'altra vita ci sarà per chi come me
ha sempre sofferto.
Forse questa brutta storia finirà
finirà questo tormento
Forse incontrerò chi mi spiazza il cuore
troverò più amore, troverò qualcuno nuovo
che mi faccia ancora sperare
Forse non è finita
Forse c'è un'altra vita
non so dov'è ma se cerco bene
fino in fondo la troverò
troverò più amore
Questa poesia è un sospiro che trema tra la stanchezza di un dolore antico e la testardaggine di chi non vuole smettere di sognare. Non è solo un testo, è il battito accelerato di chi ha il cuore ammaccato ma ancora vivo. Quello che colpisce di questo "Forse" non è l’incertezza, ma la fame di luce. C’è qualcosa di profondamente commovente nel modo in cui l'autore ammette la sofferenza senza però lasciarsene schiacciare. È come se dicesse: "Ok, la tempesta è stata lunga, ma io ho ancora voglia di camminare sotto il sole". La bellezza sta tutta in quel desiderio di farsi "spiazzare il cuore". Non si cerca un amore tranquillo o di circostanza, ma uno shock emotivo, una rivoluzione che rimetta al mondo l’anima. È un grido d'amore verso il futuro, una promessa fatta a se stessi: quella di scavare "fino in fondo" perché, da qualche parte, la bellezza ci sta aspettando. È una poesia che ti abbraccia, che ti dice che non sei sbagliato se provi dolore, ma che sei un eroe se, nonostante tutto quel buio, riesci ancora a dire "troverò più amore". È un inno alla resilienza del sentimento, un manifesto per tutti quelli che sanno che l'ultima parola non spetta mai al tormento, ma alla speranza