“E gli alberi tifavano per l’accetta, perché aveva il manico di legno”
Non voglio tornare su Trump, fa da solo e c’è poco da commentare. Lo detesto, al pari però di altre decine di capi di stato a dir poco indecenti. Se non corrotti assassini. Una classe dirigente, a livello mondiale, che vede solo alcune fiammelle di onesto buon senso; del tutto ininfluenti però.
In questo quadro lui è solo il detonatore finale di una crisi annunciata; la fine di quel multilateralismo, nato dopo la tragedia di due terribili guerre, nella speranza di poter governare pacificamente gli interessi e le controversie tra stati e nazioni. Nato su presupposti ormai anacronostici, era figlio di Yalta, con già nel suo DNA le ragioni del suo fallimento.
Nessuna norma o legge trova applicazione efficace senza una generale condivisione e un potere e una forza coercitiva. Oggi, con tutte le guerre attualmente in corso, verrebbe da dire…c’erano una volta i caschi blu!
Ora tutto si sta sciogliendo per suicidio collettivo, nella più totale incapacità e impossibilità di contrastare il processo che ci porterà verso un ordinamento mondiale governato da neo-imperi, bulimici nella smania di potenza, e dalla arroganza di potentati finanziari dalle capacità inimmaginabili.
Vivo tutto questo con molta tristezza, perché tutta la mia formazione è sempre stata improntata nella fiducia, e speranza, che un sistema di regole universalmente accettate potesse essere l’unica difesa possibile per i deboli contro la prepotenza della forza.
Ma ancora più triste è lo spettacolo offerto da tutti coloro che, per tifo o appartenenza, ciecamente applaudono e inneggiano ai picconatori. Un sistema di regole è faticoso da implementare e rendere efficace, ma sarà sempre perfettibile. Il ritorno alla legge della forza, del tutto libera da vincoli e principi dove ci porterà?
Eppure sono molti a tifare per l’accetta che, anche se ha il manico di legno, non è una di noi!