Politica

L'imbarazzante informativa di Guido Crosetto alla Camera sull'utilizzo delle basi militari nel territorio italiano da parte degli USA

Nella seduta di martedì 7 aprile il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha svolto una informativa urgente del Governo sull'utilizzo delle basi militari nel territorio italiano da parte delle Forze armate statunitensi. Questo è quanto il ministro della Difesa ha dichiarato in conclusione del suo intervento:

"Questo Paese ha bisogno di unità, almeno nel settore più difficile che stiamo affrontando, che è quello della difesa, di fronte a una “follia” - scusatemi se oggi l'ho definita così - che sembra aver preso il mondo, in cui la ricerca di armi sempre più sofisticate, la ricerca della bomba atomica per dirimere controversie internazionali, la volontà di distruggere altre Nazioni - come quella che l'Iran ha più volte manifestato nei confronti di Israele - sono all'ordine del giorno.Ecco noi, nel solco della nostra Costituzione - nel solco della nostra Costituzione - e delle leggi, l'agenda da questo punto di vista ce l'abbiamo ben chiara. E lo ripeto per l'ennesima volta qua dentro: rispetteremo i patti e gli accordi internazionali che questo Paese ha sottoscritto, ma soprattutto continueremo a rispettare il Parlamento e tutte le istituzioni".

In pratica, Crosetto ha chiesto unità alle opposizioni non si sa bene in relazione a cosa, per poi affermare che l'Italia consente agli Stati Uniti di continuare ad usare le basi militari italiane senza spiegare in relazione a quali attività (se siano o meno collegate e in che modo al conflitto in corso contro l'Iran), senza neppure dire se il governo di cui fa parte condanni o meno l'attacco illegale di USA e Israele contro il regime di Teheran, dichiarando però che è l'Iran che ha più volte manifestato la distruzione nei confronti di Israele! 

All'imbarazzante intervento del ministro Crosetto, ha replicato così Nicola Fratoianni, si Alleanza Verdi Sinistra:

"Noi abbiamo chiesto un'informativa sull'uso delle basi americane in territorio nazionale, solo che lei, Ministro, non ci ha risposto, abbia pazienza. Gliela ripropongo qui la domanda, una delle tante. Nella recente operazione, di cui tutti i media hanno parlato, quella per salvare i due piloti americani caduti durante un'azione di guerra, un drone modello Reaper, come scrive tutta la stampa italiana, è partito da Sigonella per assistere le operazioni di recupero di quei due militari? È una domanda semplice, come altre domande che abbiamo posto in queste settimane politicamente e pubblicamente sulla stampa. Sono tutte domande a cui lei però non ha fornito alcuna risposta. Qui ci ha portato un elenco di numeri: 1.428 voli… Abbia pazienza, non dice niente quell'elenco. Noi abbiamo fatto un'altra domanda. Le aggiungo che la volta precedente, quando era qui col suo collega, il Ministro degli Esteri, quello del “diritto internazionale fino a un certo punto”, era stato perfino più preciso. Ci aveva lungamente accompagnato in una dissertazione sulla differenza tra operazioni cinetiche e operazioni logistiche, quelle per cui noi saremmo in qualche modo complici di una guerra illegale, se dalle basi americane in Italia partissero dei bombardieri che direttamente bombardano l'Iran, mentre siamo del tutto fuori da ogni responsabilità se nelle basi americane in Italia arrivano dei carichi di C-130 pieni di armi, che poi ripartono, vanno da un'altra parte, le scaricano pure, arrivano dei velivoli che vengono manutenuti per poi ricominciare, magari con un'interruzione, le loro operazioni o se partono dei droni che fanno ricognizione, mentre i velivoli militari fanno le loro operazioni militari.Insomma, è del tutto evidente, signor Ministro, che lei non solo non ha risposto nel merito alle domande, che noi avevamo posto, ma che ha confessato il punto vero che emerge da questa informativa. La collega Braga, con una fulminante formula retorica, ha giustamente detto che lei ha inaugurato una nuova tipologia di informativa: quella sui Governi passati. Però, non vorrei che nel dibattito tra noi questo aspetto passasse un poco in cavalleria, perché qui non c'è soltanto il tentativo di distrarre la discussione, dicendo che hanno sempre fatto tutti così. In questa dichiarazione c'è qualcosa di molto più pesante, ma vorrei che ne discutessimo in quest'Aula, perché c'è la dichiarazione di default della politica. Lei questo ci ha detto, signor Ministro. L'ha detto oggi in una serie di interviste e lo ha ripetuto in quest'Aula. Lei ha dichiarato il default della politica. Quando ripete che per 75 anni nessuno ha fatto diversamente, che cosa ci sta dicendo? Sta dicendo che non si può fare nient'altro. Ma non è vero! Questo è il problema, perché ci sono altri Paesi europei, la Spagna per prima, che hanno chiuso lo spazio aereo. Ha chiuso lo spazio aereo! È una scelta politica. Qui non si tratta di affrontare burocraticamente il rispetto degli accordi, ma si tratta di decidere e di dichiarare in quest'Aula, nel Parlamento e di fronte al Paese, qual è l'iniziativa politica del nostro Governo di fronte a una guerra illegale e criminale, che sta producendo conseguenze drammatiche sul piano economico e speriamo che si fermino lì, perché, appunto, poco fa, la Casa Bianca ha dovuto smentire e ha detto che non stanno prendendo in considerazione l'uso di armi nucleari, dopo che il loro capo aveva dichiarato, come molti colleghi e colleghe hanno ricordato in quest'Aula, che stanotte un'intera civiltà morirà senza possibilità di essere recuperata. Ha aggiunto poi: spero di no, vediamo.Di questo stiamo discutendo. Allora, se la guerra è una follia e se anche Trump è folle… Lei ha dichiarato questo nelle interviste di oggi. Ha detto che quello è un matto e un folle e il problema è che non c'è qualcuno in grado di dirgli di no. Mica è una robetta da niente. Lei ha detto che Trump è un matto e che noi siamo in mano ai matti che rischiano di trascinarci nell'escalation nucleare .Se si dice una cosa del genere, siccome la follia non è una sciagura del destino, ma è una scelta, attaccare l'Iran è una scelta, attaccare il Venezuela è una scelta, strangolare Cuba è una scelta, sostenere il genocidio di Gaza è una scelta, demolire le istituzioni sovranazionali è una scelta politica -, allora la mia domanda è: qual è la vostra scelta politica? Infatti, non potete venire qui, a chiedere a noi unità, senza assumere una posizione. Chiudete lo spazio aereo, andate alle Nazioni Unite per cercare di rivitalizzarla, invece di rimanere lì prendendo atto della crisi.Lo sappiamo tutti che il multilateralismo è in crisi. E allora? Ma che siete, commentatori? E che cosa volete fare? Chiedete la convocazione delle Nazioni Unite. Proponete voi una risoluzione di condanna della guerra illegale. La condanna non basterà a risolvere il problema della pace del mondo? Lo so anch'io. Eh, lo so anch'io. Ma guardi che anche dire “non condanno e non approvo” non risolve la pace, ma in più ci colloca dalla parte dei complici. Questo è il problema politico che noi vi poniamo.Volete l'unità? Pronti, noi siamo pronti. Noi siamo i più distanti - va bene? - da questo Governo. Siamo prontissimi a ogni collaborazione, ma a patto che il Governo assuma un punto politico. Condannate la guerra illegale, mettete in campo iniziative sul piano multilaterale, chiudete lo spazio aereo, dichiaratevi da un'altra parte. Questo non avete fatto e continuate a non fare, e questo è il problema. È il problema che, peraltro, emerge, signor Ministro, non solo nella sua relazione e che non rende omaggio all'intelligenza di quest'Aula e neanche alla sua, e nemmeno alla sua onestà intellettuale - che ogni tanto scappa via (no?) in qualche dichiarazione, in qualche intervista -; non rende giustizia.La sua è un'informativa che manifesta l'impotenza, come gli interventi della sua maggioranza: imbarazzati, in difficoltà... Pugili suonati. Perché voi siete quelli che hanno proposto il Nobel per la pace a Donald Trump. L'avete proposto voi e oggi disperatamente cercate di smarcarvi dalla tragedia in cui ha precipitato il mondo e anche il nostro Paese.Ma voi non eravate i patrioti? Ma non eravate i campioni del patriottismo? Ma quale patriottismo c'è nella sua dichiarazione di impotenza, nella dichiarazione di impossibilità di qualsiasi iniziativa politica? Questa è la rinuncia non solo al patriottismo, ma alla dignità e alla funzione del Governo, chiunque stia lì seduto. Governare è un'altra cosa: è scegliere, è agire di conseguenza, assumere una posizione e praticarla con tutte le forze. Non basterà, ma almeno uno ci prova. Ecco, questo vuol dire far politica: provare a cambiare le cose".

È possibile dargli torto?

Autore Carlo Airoldi
Categoria Politica
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