Sergey Brin è diventato il terzo uomo più ricco del mondo. Il suo patrimonio è schizzato a 255 miliardi grazie all'intelligenza artificiale. Alphabet, la madre di Google, ora vale 4.000 miliardi. Numeri che fanno girare la testa, vero? Peccato che mentre lassù brindano, quaggiù la realtà è un inferno.

Il patto sociale è saltato. Il lavoro onesto e duro, quello che dovrebbe garantire dignità, oggi non basta nemmeno per sopravvivere. E mentre la povertà dilaga, i media continuano a vomitare immagini di un lusso sfrenato e irraggiungibile in faccia a giovani emarginati e senza futuro.

Cosa vi aspettate che succeda? Se togliete la speranza e sbattete la ricchezza in faccia a chi non ha nulla, non state creando ammirazione. State creando rabbia. La criminalità che vediamo nelle strade, la violenza per prendersi un Rolex o un cellulare, non è cattiveria innata. È la conseguenza logica di un sistema malato dove chi è ricco diventa un semidio e chi è povero deve scegliere tra la fame e la rapina.

L'intelligenza artificiale sarà anche il futuro, ma se il presente è fatto di disuguaglianza oscena, quel futuro sarà solo più violento.

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