Esteri

Francia nel caos: dopo appena 26 giorni si dimette l'esecutivo di Sébastien Lecornu, a cui Macron ha affidato un nuovo disperato tentativo di formare un governo

La Francia affronta una nuova fase di instabilità politica dopo le dimissioni del suo ultimo primo ministro, Sébastien Lecornu, rimasto in carica appena 26 giorni.

Lecornu era stato nominato dopo la caduta del governo di François Bayrou, che era stato a sua volta insediato a seguito della rimozione di Michel Barnier lo scorso dicembre. Bayrou aveva perso il sostegno dei parlamentari sul bilancio da lui presentato, mentre Lecornu ha messo insieme un gabinetto sostanzialmente invariato rispetto a quello del suo predecessore, suscitando critiche da tutti i partiti dell'Assemblea Nazionale, con annessa minaccia di bocciatura.

Pertanto, Lecornu è stato costretto a rassegnare le dimissioni il giorno successivo alla presentazione della squadra di governo, rendendo la sua amministrazione la più breve della storia moderna francese. Nella breve dichiarazione all'Hôtel de Matignon, Lecornu ha denunciato gli "appetiti" dei vari partiti, accusandoli di comportarsi come se avessero una maggioranza assoluta. "Ero pronto al compromesso, ma tutti volevano che gli altri adottassero i loro programmi per intero", ha detto, sottolineando come sarebbe sufficiente più umiltà e la capacità di mettere da parte gli ego personali per far funzionare il sistema.

Il presidente francese Emmanuel Macron, che non rilascerà dichiarazioni pubbliche lunedì, ha incaricato lo stesso Lecornu di avviare nuovi colloqui con gli altri partiti come ultima possibilità per cercare di trovare una via d'uscita dalla crisi.

La politica francese è altamente instabile dal luglio 2024, quando Macron ha convocato elezioni anticipate nella speranza di ottenere una maggioranza chiara, dopo la pesante sconfitta del suo partito alle elezioni del Parlamento Europeo. Tuttavia, le elezioni hanno prodotto un parlamento frammentato, diviso in fazioni ideologicamente opposte e incapaci di collaborare.

Molti partiti chiedono ora elezioni anticipate e alcuni invocano le dimissioni di Macron, anche se il presidente ha sempre dichiarato di non voler lasciare l'incarico prima del 2027. Marine Le Pen, leader del partito di estrema destra Rassemblement National, ha dichiarato: "L'unica cosa saggia da fare ora è indire elezioni. La barzelletta è durata troppo a lungo. I francesi sono stanchi. Macron ha messo il paese in una situazione estremamente difficile".

Lecornu, fedele di Macron, sembra rappresentare l'ultima carta del presidente francese, con una situazione che nel 2024 ha visto il deficit della Francia raggiungere il 5,8% del PIL e il debito pubblico il 114%, il terzo più alto nell'Eurozona dopo Grecia e Italia.

In questo contesto, la nomina di un nuovo governo sembra sempre più una scelta formale, mentre la via più probabile per sbloccare la situazione appare quella delle elezioni anticipate, con il rischio concreto di un indebolimento del centro pro-Macron e un rafforzamento della destra di Le Pen.

Nel pomeriggio, l'Eliseo ha diffuso una nota in cui si dichiara che "il presidente ha affidato al signor Sébastien Lecornu, primo ministro uscente responsabile degli affari correnti, la responsabilità di condurre i negoziati finali entro mercoledì sera per definire una piattaforma di azione e stabilità per il Paese".

In pratica, Macron ha incaricato Lecornu di fare un nuovo, disperato, tentativo per da vita a un esecutivo. E nel caso fallisca? Bisognerà attendere mercoledì per conoscere se in Francia vi saranno o meno nuove elezioni.

Autore Marco Cantone
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