Politica

Vince il NO, la Riforma Cartabia può proseguire: adesso tocca al CSM

C'è un effetto fondamentale dell'esito del Referendum di cui non si è parlato finora: cosa succede se prevalgono i NO e bisogna trovare rapidamente un'altra via per completare  la Riforma Cartabia?

Infatti, restano in append una lunga fila di adempimenti, senza i quali la Giustizia non può funzionare a dovere. Adempimenti che solo in parte sono nelle competenze del Governo, mentre lo sono tutti nelle competenze del CSM, sia esclusive sia indirette.
Di seguito, l'elenco delle competenze dirette del CSM relativamente agli adempimenti della Riforma Cartabia:

  • Organizzazione degli uffici giudiziari
  • Distribuzione carichi di lavoro tra magistrati
  • Funzionamento nuove regole del CSM
  • Criteri e Trasparenza nelle nomine e nelle valutazioni
  • Applicazione riti alternativi
  • Miglioramento criteri valutazione magistrati

Responsabilità che il CSM dovrebbe percepire con la massima priorità, visto quanto e cosa è stato sollevato dagli stessi magistrati durante la campagna referendaria. 
Massima priorità perché tre anni di tentata riforma costituzionale voluta da Nordio hanno giustificato il rinvio di tanti e troppi adempimenti.
 
Responsabilità ancor maggiori, vista la condizione esangue del Ministero della Giustizia, con il ministro che ammette il fallimento ma non si dimette, la capo di gabinetto che aveva annunciato l'espatrio e sta ancora lì, il sottosegretario che è coinvolto in una vicenda di frequentazioni mafiose, ma sembra cascare dal pero.
Responsabilità che non possono essere eluse solo perché i partiti - così preoccupati per la Giustizia fino a sabato - da ieri hanno iniziato a parlare di tutt'altro già nei primi commenti dopo il voto referendario.

Con questo referendum, la Magistratura si è resa 'soggetto politico', nessuno ha notato l'anomalia, va bene così: il Re è nudo. Senza alibi.
Ma 'va bene così' a condizione che, adesso, il CSM funzioni davvero. 

Dunque, salvo che il presidente Mattarella non ponga veto, l'iniziativa tocca al noto avvocato Fabio Pinelli, docente di diritto penale dell'ambiente all'Università Ca' Foscari Venezia e, soprattutto, vicepresidente del CSM: colui che per prassi predispone gli ordini del giorno con gli argomenti da discutere.

Il referendum con la vittoria dei NO, confermando il ruolo e le funzioni attuali del CSM, paradossalmente ha portato la riforma della Giustizia al nucleo della questione, che in realtà non è nè giudiziaria nè politica:  autonomia significa capacità di iniziativa e di autogoverno, autonomia significa tempestività e opportunità.

Autore scienzenews
Categoria Politica
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