Giove è leggermente più piccolo di quanto si sia creduto per decenni. A rivelarlo un nuovo studio pubblicato su Nature Astronomy, basato sulle misurazioni ad alta precisione della sonda Juno. Per la prima volta, la forma del gigante gassoso è stata definita con un’accuratezza senza precedenti, superando le stime risalenti alle missioni Voyager e Pioneer degli anni Settanta, che presentavano incertezze di diversi chilometri.
Il pianeta, noto per la rapidissima rotazione, mostra un marcato rigonfiamento equatoriale: il raggio all’equatore supera quello polare di circa il 7%. Ma i nuovi dati rivelano che Giove è più compatto del previsto. A una pressione di 1 bar, il raggio polare è pari a 66.842 chilometri, quello equatoriale a 71.488 e il raggio medio a 69.886, valori inferiori fino a 12 chilometri rispetto alle stime precedenti.
Lo studio evidenzia inoltre il ruolo dei venti atmosferici, che contribuiscono in modo significativo alla forma del pianeta. La loro struttura appare quasi interamente barotropica, con variazioni verticali minime. Questo risultato offre nuovi vincoli ai modelli dell’interno di Giove, suggerendo un’atmosfera più ricca di metalli e più fredda di quanto ipotizzato.
La revisione del profilo dei raggi permette infine di risolvere alcune discrepanze storiche tra dati teorici e osservazioni, migliorando il quadro complessivo della dinamica atmosferica del più grande pianeta del Sistema solare.


