Cultura e Spettacolo

"Volevo essere io" di Valeria Graci al Teatro Manzoni Milano

*_©Angelo Antonio Messina

La complessità dell'identità e la ricerca della propria autenticità sono temi universali che attraversano epoche, culture e esperienze personali. "Volevo essere io", scritto da Valeria Graci e Francesca Zanni, e diretto dalla stessa Zanni, offre una riflessione profonda e toccante su questi temi, attraverso un viaggio che si snoda tra le esperienze di vita dell'autrice, arricchite da una forte componente culturale e storica. Questo spettacolo non è solo un racconto individuale; è una testimonianza collettiva di una generazione che ha vissuto con il peso delle aspettative sociali e culturali. Il titolo stesso del lavoro, "Volevo essere io", rappresenta un atto di resistenza contro le convenzioni sociali, una confessione sincera e potente che ci invita a considerare quanto possa essere difficile vivere secondo le regole imposte dalla società.

La narrazione di Graci è una fusione di ironia e verità, che costantemente mette in discussione i luoghi comuni legati alla femminilità e alla crescita personale.

In primo luogo, l'opera ci porta nella dimensione infantile degli anni Ottanta, dove la protagonista, come molte bambine dell'epoca, cresce con miti e modelli di comportamento spesso irraggiungibili. I cartoni animati, la musica pop e le immagini patinate di una società consumistica delineano un mondo ideale, ma fuorviante, dove il "principe azzurro" diventa la metafora di una realizzazione che, in realtà, si rivela illusoria. Qui Valeria Graci utilizza il linguaggio leggero e ironico per descrivere le sue esperienze, permettendo al pubblico di ridere e allo stesso tempo riflettere sulla dissonanza tra sogni e realtà. Proseguendo nel racconto, l'adolescente degli anni Novanta ci racconta come l'aspettativa di incontrare il "principe azzurro" diventi un fardello.

Questa fase della vita è caratterizzata dall'intensità delle emozioni e dalla ricerca di validazione da parte dei coetanei. Graci, attraverso la sua scrittura, riesce a rendere palpabile il senso di fragilità e vulnerabilità tipico di quegli anni. Il messaggio qui è chiaro: per quante maschere si indossino, la verità di ciascuno di noi è sempre presente, pronta a farsi sentire. L'evoluzione verso la donna del terzo millennio, che cerca di trovare il suo posto in un mondo complicato e frenetico, rappresenta una transizione significativa nel racconto. L'ironia continua a essere un filo conduttore, mentre Graci affronta temi contemporanei come le chat delle mamme e la difficoltà di conciliare vita familiare e carriera. In un contesto in cui le app di incontri hanno sostituito i balli in maschera, l'autrice sottolinea come le relazioni moderne portino con sé nuove sfide e incomprensioni.

Questa lungimiranza nell'affrontare questioni attuali rende lo spettacolo estremamente rilevante, non solo per le donne, ma anche per gli uomini. Infatti, il messaggio di empowerment va oltre il genere e invita tutti a interrogarsi sulla propria identità e sul proprio cammino verso la realizzazione personale. Graci, con il suo stile deciso e coinvolgente, ci ricorda che ciascuno di noi ha il diritto e il dovere di cercare la versione migliore di sé stesso, senza bisogno di conformarsi a modelli predefiniti. La struttura narrativa di "Volevo essere io" si intreccia con la vita quotidiana, creando una connessione immediata tra l’autrice e il pubblico. Ogni episodio, ogni aneddoto, è carico di emozioni e suscita risonanza in chi ascolta.

La scrittura è caratterizzata da un linguaggio semplice e diretto, che permette una comprensione immediata e una connessione profonda con le esperienze raccontate. Tuttavia, ciò che colpisce maggiormente è la capacità di Graci di trascendere le proprie esperienze personali per abbracciare un significato più ampio, universale: la ricerca di autenticità in un contesto in cui il "dover essere" pesa come un macigno. Elementi di cultura pop permeano l’intera opera, non solo come riferimento temporale, ma come simbolo del modo in cui la cultura influisce sulle nostre identità. La nostalgia per gli anni passati, le tradizioni familiari, le figure di riferimento, tutto contribuisce a costruire un quadro complesso di chi siamo. Graci non ha paura di sperimentare con toni diversi, alternando momenti di grande ilarità a quelli di profonda introspezione. Questa fluidità emotiva rende lo spettacolo dinamico e coinvolgente, lasciando il pubblico con una sensazione di familiarità e una spinta a confrontarsi con le proprie inquietudini e turbamenti.

"Volevo essere io" di Valeria Graci è un’opera che invita alla riflessione, all’emozione e, soprattutto, all’autoaffermazione. La forza di questo spettacolo sta nella sua capacità di parlare a tutti noi, indipendentemente dal nostro background, età o genere. Graci riesce a trasformare il racconto della sua vita in un messaggio di liberazione, incoraggiando ognuno a fare i conti con le proprie maschere e a scoprire la bellezza di essere semplicemente se stessi. Alla fine, chi non ha mai pensato almeno una volta: “Volevo essere io”? Questa domanda risuona in ciascuno di noi, segnando l’inizio di un percorso verso l'autenticità e la realizzazione personale.

15 marzo 2026 
ore 15,30 

Poi in Tournée in vari Teatri Italiani
 
RB Spettacoli

presenta

VALERIA GRACI

VOLEVO ESSERE IO
Tratto da una storia vera… la mia!

di Valeria Graci e Francesca Zanni

regia Francesca Zanni
con Raffaele D'Ambrosio

BIGLIETTI
Prestige € 25,00 - Poltronissima € 23,00 - Poltrona € 18,00 - Poltronissima under 26 anni € 18,00

Per acquisto:
biglietteria del Teatro
online https://www.teatromanzoni.it/acquista-online/?event=3915478
circuito Ticketone

Teatro Manzoni
Via Manzoni 42 - 20121 Milano
Tel. 02 7636901
Fax 02 76005471 

 

*_©Angelo Antonio Messina

Autore An Genio
Categoria Cultura e Spettacolo
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