Salute

Contro i dazi di Trump, difendiamo il Made in Italy. Acquistare italiano oggi è un atto di responsabilità.

In un contesto globale sempre più instabile, proteggere la nostra economia e valorizzare le eccellenze italiane non è solo una questione di orgoglio nazionale, ma una scelta strategica necessaria. L’accordo sui dazi tra Stati Uniti e Unione Europea, salutato da alcuni come un successo diplomatico, cela infatti numerose insidie per l’economia italiana e per le tasche dei consumatori. E proprio in questa fase così delicata, la risposta non può che partire da noi: incentiviamo i consumi interni, acquistiamo prodotti italiani, sosteniamo la nostra manifattura e la nostra agricoltura. In una parola, torniamo a credere nel valore del Made in Italy.

Le nuove tariffe imposte dagli Stati Uniti, fino al 15% su beni strategici come vino, olio, pasta e formaggi, rappresentano un colpo diretto all’export italiano. Settori chiave della nostra economia rischiano di perdere competitività in uno dei mercati più importanti al mondo, e le aziende - per compensare le perdite - potrebbero aumentare i prezzi sul mercato interno. Il risultato? Un doppio danno per i cittadini: meno export, e prezzi più alti sugli scaffali dei supermercati.

Non è solo una questione economica, ma sociale. Aumentare il costo della spesa quotidiana in un momento storico segnato da inflazione, caro energia e instabilità globale rischia di colpire soprattutto le famiglie già in difficoltà. L’impatto dei dazi potrebbe tradursi, secondo le stime del Codacons, in un aggravio fino a 4,2 miliardi di euro l’anno. Una cifra enorme che pesa come un macigno sul potere d’acquisto degli italiani.

Ecco allora che la risposta deve essere chiara: meno dipendenza dai prodotti importati, in particolare quelli americani, e maggiore attenzione ai prodotti di casa nostra. L’Italia vanta eccellenze agroalimentari e manifatturiere riconosciute in tutto il mondo: perché non essere i primi a valorizzarle? Perché non scegliere, ogni giorno, di premiare la qualità, la sostenibilità e il lavoro dei nostri territori?

Sostenere il mercato interno significa anche tutelare posti di lavoro, filiere produttive e interi comparti industriali. E va fatto non solo a livello nazionale, ma anche europeo: oggi più che mai è necessario che l’Unione Europea promuova politiche commerciali coerenti con la difesa dei propri interessi, invece di piegarsi a logiche imposte da oltreoceano.

Non dobbiamo illuderci che si tratti solo di fluttuazioni momentanee. Le tensioni internazionali rischiano di avere effetti strutturali sulla nostra economia, fino a compromettere il futuro di intere generazioni. L’ipotesi di un nuovo aumento dei tassi da parte della BCE, per esempio, aggraverebbe ulteriormente la situazione, rendendo più costosi mutui, prestiti e investimenti. Un pericoloso circolo vizioso che va interrotto finché siamo in tempo.

In questo scenario, le scelte dei cittadini contano. Ogni acquisto è un atto economico, ma anche politico.

Mangiare un piatto di spaghetti al posto di un hamburger americano, scegliere un abito prodotto in Italia anziché in Usa, preferire un'automobile italiana o europea ad una vettura americana, ecc, ecc, non sono solo preferenze personali: sono gesti concreti di sostegno all’economia nazionale.

È tempo di un cambio di mentalità. Non si tratta di chiudersi al mondo, ma di rimettere al centro il valore di ciò che produciamo. La nostra qualità, la nostra creatività, la nostra tradizione non hanno nulla da invidiare a nessuno. È ora che ce lo ricordiamo e che, soprattutto, agiamo di conseguenza.

In un mondo che cambia, la vera forza sta nel saper restare fedeli a ciò che siamo. E l’Italia, con i suoi prodotti, la sua cultura e la sua gente, ha tutte le carte in regola per farlo. Serve solo una scelta consapevole. Serve scegliere italiano.

Autore Gregorio Scribano
Categoria Salute
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