Mentre noi ci trastulliamo con le mattane di Trump, le minacce e le guerre, con i casi “Minetti” o Garlasco, con la Biennale e ci domandiamo come faremo con la benzina alle stelle mentre proviamo a far la spesa… perdiamo di vista quello che davvero sta accedendo.

Non che le cose funzionassero poi così bene, ma da un anno a questa parte sembra che tutto sia preda del caos; le Istituzioni che servivano per regolare le nostre faccende paiono ferri vecchi ormai al passato e tutto pare sgretolarsi in modo ineluttabile. Il caos, dicevamo, e il nuovo disordine mondiale sembra quasi essere un incidente temporaneo della storia. Magari poi passa!

Ma forse le cose non stanno così.

Forse siamo davvero di fronte a un radicale passaggio d’epoca: quello in cui il mercato, la tecnica e la finanza smettono di presentarsi come strumenti e iniziano a proporsi come principio d’ordine del mondo.

“Il punto, infatti, non è più soltanto economico. Non siamo davanti a un capitalismo che produce ricchezza, consumo e nuove diseguaglianze, siamo davanti a qualcosa di più profondo: un sistema che usa il denaro per plasmare istituzioni, crea immaginari e nuove gerarchie, perfino antropologie. Non si limita a organizzare gli scambi ma organizza il senso decidendo quali vite contano, quali paure meritano protezione, quali libertà possono essere sospese in nome della sicurezza. Il binomio scienza ed economia diventa così una forza pedagogica che si sostituisce alla politica. Non descrive il mondo: lo costruisce”.

Alla base c’è l’idea che l’uomo sia anzitutto un essere pericoloso, segnato da passioni, portato naturalmente al conflitto, e bisognoso quindi di contenimento. Il male come essenza naturale e non come assenza di bene da cui può essere mitigato con principi e regole. La democrazia, inutile e inefficiente esercizio per cercare compromessi tra coloro che tanto non cambierebbero mai idea, va abbandonata per lasciare il posto a una élite escatologica di tecnocrati proprietari di immense ricchezze e dati e strumenti per formare il pensiero e i destini di una “umanità da salvare da sé stessa”.

Forse è proprio questo, il pensiero e progetto visionario di uomini come Peter Thiel e compari, che si sta dipanando mentre noi ingenuamente giochiamo con le nuove piattaforme di intelligenza artificiale, e gli forniamo così materiale e strumenti per arrivarci.