Tra sonorità pop punk e parole autentiche, “Guarirò” racconta una rinascita senza fronzoli. Mads trasforma il dolore in dignità e ne fa musica, scavando nel profondo per trovare la verità, anche se imperfetta. Un brano che urla in silenzio e consola senza promettere soluzioni facili

 

 

Mads, “Guarirò” sembra raccontare un dolore reale ma senza indulgere nella tristezza. Come sei riuscito a mantenere questa lucidità durante la scrittura?

Quando ho scritto “Guarirò”, ho capito che non volevo piangermi addosso. Quel dolore l’avevo già vissuto fino all’osso, non avevo bisogno di riviverlo scrivendo. Mi serviva, invece, dargli una direzione. La lucidità è arrivata proprio da lì: dal bisogno di trasformare qualcosa che mi aveva spezzato in un punto di partenza, non in un punto d’arrivo. Non è stata freddezza, è stata sopravvivenza.

Nel brano c’è una forte tensione tra nostalgia e impulso a ripartire. È una dualità che ancora vivi o che senti di aver superato?

È una dualità che porto ancora dentro. Ripartire davvero non significa dimenticare. La nostalgia c’è, e a volte è anche dolce, ma non mi trattiene più. Prima mi bloccava, ora mi accompagna.

Penso che “Guarirò” sia nata proprio da quel conflitto: una parte di me che guarda indietro e un’altra che, ostinata, vuole andare avanti comunque. Oggi quelle due parti convivono, e forse proprio da lì nasce il mio equilibrio.

Il pop punk è un linguaggio diretto, quasi catartico. In quali momenti della tua vita senti che questo genere ti rappresenta di più?

Mi rappresenta quando ho bisogno di dire le cose senza filtri. Quando sento che, se non tiro fuori quello che ho dentro, rischio di implodere. Il pop punk è il mio lato impulsivo, quello che non ha paura di essere imperfetto, arrabbiato, vulnerabile. È il genere che scelgo quando devo liberarmi, quando ho bisogno di un’energia che mi sollevi e mi rimetta in piedi. È la mia parte più istintiva.

Dopo l’uscita del singolo, hai percepito un cambiamento nel tuo modo di guardare alla sofferenza che hai vissuto?

Sì. Con “Guarirò” ho capito che non devo più combattere il dolore come se fosse un nemico.

Posso osservarlo, ascoltarlo, perfino dargli spazio ma senza farmi inghiottire. Condividerlo attraverso la musica mi ha alleggerito, mi ha fatto capire che non ero l’unico a sentirlo. E sapere che il brano ha aiutato altre persone a riconoscersi mi ha cambiato molto: la sofferenza è diventata meno un peso e più un ponte.

https://open.spotify.com/intl-it/track/6hHqLA14SJSmf8jUI1r6fm?si=cafa51f596704fe9