Questo sabato erano decine di migliaia le persone, 150 mila secondo gli organizzatori, che hanno manifestato a Roma contro il decreto sicurezza o decreto paura come è stato ribattezzato in Parlamento: un provvedimento che non ha nulla a che vedere con la sicurezza, che limita le libertà e rappresenta l'ennesima misura coercitiva del governo (post) fascista della (post) camerata Giorgia Meloni.
È una legge liberticida pensata unicamente per criminalizzare il dissenso. Lo spiega così Amnesty Iternational:
Mentre il parlamento italiano si appresta a votare per tradurre in legge un decreto governativo che pone limitazioni senza precedenti al diritto alla protesta pacifica, Amnesty International ha annunciato l'adesione alle manifestazioni in programma in tutto il paese contro tale provvedimento."Oggi manifestiamo per chiedere al parlamento di votare contro questa legislazione repressiva. La Costituzione italiana prevede che i decreti debbano essere usati solo in caso di situazioni straordinarie o urgenti anziché per aggirare il controllo parlamentare. L'adozione del ‘decreto sicurezza' ad aprile ha destato preoccupazione circa l'aumento delle pratiche autoritarie da parte del governo italiano", ha dichiarato Esther Major, vicedirettrice di Amnesty International per le ricerche sull'Europa."Se venisse approvata, questa durissima legge introdurrebbe nuovi reati come l'‘occupazione illegale di proprietà' e aumenterebbe spudoratamente le tutele per le persone potenti. Contemporaneamente, espanderebbe i poteri delle forze di polizia e fornirebbe sostegno finanziario agli agenti che dovessero subire procedimenti giudiziari per atti inerenti al servizio", ha aggiunto Major.
Oggi a #Roma, contro il #DecretoSicurezza.
— Possibile (@PossibileIt) September 25, 2024
Prima che il decreto venga approvato, è necessario far sentire con forza la nostra voce, contro uno dei provvedimenti più repressivi e illiberali di sempre, che proviene dal governo più a destra della storia della Repubblica. pic.twitter.com/6d5wVUYySR
"La nuova legge andrebbe a creare un ambiente ostile in cui le persone che intendono esercitare il loro diritto alla protesta pacifica pagherebbero un alto prezzo. Autorizzerebbe un ulteriore bavaglio nei confronti del dissenso delle persone attiviste per la giustizia climatica, per quelle in povertà, per le persone migranti e per altre persone razzializzate, che subirebbero le conseguenze dell'impatto discriminatorio del provvedimento. Siamo di fronte a un'indebita limitazione dei diritti, come quelli alla libertà di espressione e di raduno pacifico e alla libertà personale. Le disposizioni della legge non sono conformi al diritto internazionale dei diritti umani e devono essere respinte con decisione", ha concluso Major.
Ulteriori informazioni
Il decreto legge 48/2025, intitolato "Disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio, nonché di vittime dell'usura e di ordinamento penitenziario", è entrato in vigore il 12 aprile e dev'essere approvato entro 60 giorni, pena la decadenza. Il voto finale è previsto entro il 10 giugno.
La decisione del governo di presentare un decreto, pressoché identico al precedente disegno di legge bloccato in parlamento, è stata criticata da esperti di diritto costituzionale. Relatori speciali delle Nazioni Unite hanno espresso preoccupazione circa il mancato rispetto dei diritti umani da parte di molte delle disposizioni del decreto.
No al #dlsicurezza! Un decreto liberticida che il parlamento deve respingere. Se non sei in piazza, firma l’appello per proteggere il diritto di protesta https://t.co/VdanHkUZ8G pic.twitter.com/7q2juwPSNV
— Amnesty Italia (@amnestyitalia) May 31, 2025
In base alla nuova legge, chiunque "occupa un immobile destinato a domicilio altrui" potrà subire una condanna fino a sette anni di carcere (art. 10). Bloccare la circolazione stradale potrà comportare una condanna fino a due anni di carcere (art. 14).
Alcune norme avranno un impatto sproporzionato sulle persone manifestanti, che saranno criminalizzate con pene maggiori e attraverso l'aggiunta di nuove circostanze aggravanti ai reati esistenti. I poteri delle forze di polizia saranno ampliati e le pene per i reati contro i pubblici ufficiali saranno inasprite.
E questo è da considerarsi normale in uno Stato che si consideri democratico?


