Cultura e Spettacolo

Joseph Beuys: due iconiche opere “POUR” in una collezione

Joseph Beuys (1921-1986) è stato uno degli artisti concettuali più influenti del XX secolo, noto per la sua capacità di trasformare oggetti quotidiani in opere d’arte cariche di significati sociali e filosofici. Tra le sue molteplici sperimentazioni artistiche, la celebre opera multipla ready-made intitolata POUR occupa un posto di rilievo, rappresentando con efficacia il pensiero e la poetica dell’artista tedesco. La presenza di due esemplari di questa rara e significativa opera in una importante collezione privata offre un’occasione unica per approfondire la natura e il valore di un lavoro che va oltre la semplice riproduzione, trasformandosi in una vera “scultura sociale”. 

L’opera POUR nasce tra il 1975 e il 1980 come una rielaborazione e una trasfigurazione della storica  rivista belga omonima “Pour: Un Journal Libre au Service Du Peuple” e dalla collaborazione di Joseph Beuys con la suddetta rivista. Questo giornale, distribuito regolarmente in Belgio in lingua francese, diventa nelle mani di Beuys non più un semplice mezzo di comunicazione ma un oggetto d’arte a tutti gli effetti. Le copie originali della rivista sono infatti modificate e arricchite dalla firma autografa dell’artista e da 3 distinti timbri inchiostrati, elementi che imprimono un’identità nuova e irripetibile ad ogni singolo esemplare. Il risultato è una stratificazione di significati che riflette la visione di Beuys sull’arte come strumento di trasformazione sociale e culturale. 

I timbri utilizzati da Joseph Beuys sulle copie di Pour non sono meri segni grafici, bensì simboli carichi di riferimenti personali e collettivi. Tra quelli più frequentemente impressi emergono tre timbri chiave: FIU, FLUXUSZONE WEST e HAUPTSTROM. 

- Il timbro FIU fa riferimento alla Free International University, istituzione educativa fondata da Beuys con l’intento di promuovere una didattica aperta, basata sulla creatività e sul dialogo interdisciplinare. Questo timbro indica quindi il desiderio di superare i confini tradizionali dell’educazione artistica e accademica, proponendo un modello alternativo e inclusivo.

- Il timbro FLUXUSZONE WEST rimanda invece al movimento Fluxus, di cui Beuys fu parte integrante. Fluxus rappresentava una corrente artistica radicale, caratterizzata dal superamento delle barriere tra arte, vita quotidiana e performance. Il termine “zone” suggerisce un’area di sperimentazione e contaminazione, dove le forme convenzionali dell’espressione artistica vengono messe in discussione. 

- Infine, il timbro HAUPTSTROM, che significa “corrente principale”, può essere interpretato come un’indicazione della linea guida o del flusso centrale dell’arte e del pensiero di Beuys, un invito a immergersi nell’essenza stessa della sua opera.

Dal punto di vista formale, l’opera misura circa 18,5 x 29 cm, dimensioni analoghe a quelle di un normale giornale, il che accentua la duplice natura di oggetto funzionale e manufatto artistico. In pratica una copia della rivista Pour è arricchita e trasformata in oggetto d’arte tramite l’aggiunta della firma e di timbri. Questa scelta rafforza la provocazione insita nel progetto: un oggetto quotidiano, destinato a una fruizione immediata e temporanea, si eleva a veicolo di messaggi duraturi e profondi. 

La storica casa editrice: Edition Staeck di Heidelberg, fondata da Klaus Staeck, che era uno stretto collaboratore di Beuys, ha curato la distribuzione di questa serie di multipli, assicurando una circolazione limitata ma qualificata dell’opera, testimonianza tangibile dell’interesse collezionistico verso la produzione dei multipli di questo artista, ed è proprio dalla Staeck che sono state acquisite le due opere di questa collezione pubblicate in quest’articolo. I giornali Pour erano settimanali e venivano spediti puntualmente a questa casa editrice che li raccoglieva e che Beuys ha firmato e timbrato dal 1975 al 1980. Anche se i multipli POUR non sono numerati, facendo qualche calcolo approssimativo e sottraendo anche una grande quantità di copie deteriorate per la fragilità del loro supporto cartaceo, probabilmente in circolazione dovrebbero  esserci all’incirca 200 pezzi, o forse meno…

La catalogazione ufficiale dell’opera è riportata nel catalogo ragionato dei multipli: “Joseph Beuys – Die Multiples”, ai numeri 143 e 144, pubblicato da Jörg Schellmann, celebre gallerista, editore d'arte e curatore tedesco noto soprattutto per la sua stretta e prolifica collaborazione con Beuys. Questo riconoscimento bibliografico sottolinea l’importanza dell’opera nel corpus beuysiano e ne facilita lo studio e la valorizzazione all’interno del mercato dell’arte internazionale: la loro classificazione ne conferma la rilevanza nella storia dell’arte contemporanea. Inoltre, la presenza dei timbri e della firma originale rende ciascuna copia un unicum, non riducibile a una semplice riproduzione seriale, ma definibile piuttosto come una “scultura sociale”. Con tale definizione, Beuys intendeva sottolineare l’aspetto fondamentale della sua arte: la volontà di interagire con il tessuto sociale, stimolando riflessione, partecipazione e cambiamento.

In quest’ottica, POUR si configura come una forma artistica che agisce al di fuori dei canali tradizionali di distribuzione e di fruizione dell’arte. La rivista modificata non è infatti concepita come un’opera confinata nelle gallerie o nei musei, bensì come un medium capace di penetrare nella realtà quotidiana, portando con sé il messaggio concettuale di Beuys. L’integrazione di un intervento manuale dell’artista genera così un dialogo polifonico con lo spettatore, invitato a interrogarsi sul ruolo dell’arte nella società contemporanea.

La doppia presenza di questo multiplo in una stessa collezione assume un valore simbolico ulteriore. Essa permette infatti di osservare da vicino le variazioni minime ma significative che ogni esemplare porta con sé, grazie alla mano libera dell’artista negli interventi a firma e timbratura. Tale confronto mette in luce la dimensione artigianale e concettuale inscindibile nell’opera di Beuys, evidenziando come la serialità possa convivere con l’unicità e la personalizzazione. Di fatto anche la varietà dei francobolli, dei colori dei giornali, la diversa posizione dell’affrancatura o del bollo, la scritta del destinatario, i timbri postali con differenti datazioni e tante altre sfumature, fanno diventare ogni copia del giornale Pour una singola opera a se stante, differente da tutte le altre. L’opera POUR è un perfetto esempio della filosofia di Joseph Beuys, secondo cui l’arte non deve limitarsi a riprodurre forme ma deve creare condizioni di nuova percezione e partecipazione attiva.

In conclusione, le due opere multiple POUR presenti in questa collezione privata, hanno una cinquantina d’anni e costituiscono un patrimonio artistico e culturale di rilevante spessore. Attraverso la trasformazione della rivista Pour in un oggetto d’arte firmato e timbrato, Joseph Beuys ha saputo sintetizzare le sue idee sulla libertà creativa, sull’educazione alternativa e sull’impegno sociale. Come autentiche “sculture sociali”, questi multipli continuano a parlare ancora oggi, rinnovando il dialogo tra arte e vita e mantenendo vivo il lascito intellettuale di uno degli artisti più visionari del Novecento. 

Tranne pochissimi esemplari ancora reperibili sul mercato (quasi tutti esauriti), tanti sono quelli rovinati, trattandosi di opere su carta di giornale molto fragile e soggetta ad usura.

In internet si può verificare che quest’opera multipla si trova anche in diverse importanti collezioni come quella della: - The Broad Art Foundation (Los Angeles / USA) - Fondazione Bonotto (Molvena / Vicenza) - Centre Pompidou di Parigi - Kunsthistorisches Institut di Firenze ed altre.


TAGS:,Joseph Beuys,POUR,Opere,Opera,Multipli,Multiplo,Works,Work,POUR Joseph Beuys,

Autore luigiabbamonte
Categoria Cultura e Spettacolo
ha ricevuto 62 voti
Commenta Inserisci Notizia