Nel cuore di uno dei luoghi più complessi e simbolici della Lombardia, la Casa di Reclusione di Bollate, lo sport torna a mostrarsi per ciò che è: un linguaggio capace di unire, motivare e restituire prospettive.

L’iniziativa Attivi con lo Sport verso il Futuro, ospitata nel ristorante “In Galera”, ha segnato un passaggio decisivo nel rapporto tra Panathlon Club Milano e il sistema penitenziario regionale.

La serata ha fatto da cornice alla firma della convenzione tra il presidente del Panathlon, Filippo Grassia, e il provveditore Maria Milano Franco d’Aragona, un accordo che punta a rafforzare le attività sportive negli istituti dell’area milanese. L’obiettivo è chiaro: migliorare infrastrutture, formazione e cultura sportiva, riconoscendo allo sport un ruolo centrale nei percorsi di reinserimento e nel benessere psicofisico di detenuti e personale.

Il valore dell’iniziativa è stato sottolineato da numerosi interventi istituzionali. Il Sottosegretario regionale Federica Picchi ha ricordato come lo sport sia «una componente essenziale nei percorsi di cura e reinserimento sociale», mentre le testimonianze di campioni come Daniele Cassioli e Claudia Giordani hanno evidenziato la forza trasformativa dell’attività sportiva. Fondazione Milan, rappresentata da Rocco Giorgianni, ha illustrato i progetti già attivi al Beccaria e in altre città italiane, confermando un impegno costante verso i giovani detenuti.

Grassia ha richiamato anche le esperienze passate: le palestre realizzate a San Vittore, il corso per bagnini rivolto ai detenuti prossimi al fine pena, il torneo di scacchi oggi diffuso a livello nazionale. Tutti esempi di come lo sport possa diventare un ponte concreto verso il futuro.
Il direttore di Bollate, Giorgio Leggieri, ha valorizzato l’esperienza di “In Galera”, modello virtuoso di integrazione grazie al lavoro di Silvia Polleri e della sua brigata, dimostrando che opportunità e responsabilità possono convivere anche in un contesto di restrizione.

La convenzione punta ora a costruire un sistema stabile, capace di unire istituzioni, associazioni e società civile. La serata si è chiusa con l’ingresso di nuovi soci nel Panathlon e con la consegna della Pergamena d’Onore, suggellando un impegno che va oltre lo sport: un investimento sulla dignità e sul futuro delle persone.