Un esordio che nasce da un'urgenza vera. Siriana Wei ha scritto "Eroi della terra" con la determinazione di chi ha qualcosa da dire. Fantasy, impegno civile, identità e scrittura: quattro domande per conoscere l'autrice e il suo libro.

Partiamo dall'inizio del romanzo: Jiayi viene allontanata dalla madre quando ha tre anni perché ha poteri che la spaventano. È una scena dura, quasi violenta. Cosa ti interessava esplorare con quella scena di apertura?
Volevo trasmettere che anche le persone che ti stanno più vicine in certi momenti non riescono a captare le loro emozioni negative, il motivo della scelta del personaggio della madre è perché di solito una madre protegge i suoi figli ma in questo caso la paura vince di molto.
Sei una studentessa universitaria di Lettere. Come cambia il rapporto con la scrittura creativa quando si studia letteratura in modo sistematico? Ti senti più libera o più vincolata?
Per me studiare la letteratura in modo sistematico non mi cambia tanto perché ho una grande volontà di procedere per la mia strada quindi il mio percorso di studio non mi vincola, anzi, mi da un grande aiuto
Nel romanzo il Buddha guida dice ai tre ragazzi che il loro destino non è distruggere il male ma trasformarlo. È un messaggio controcorrente rispetto a buona parte della narrativa fantasy. Da dove viene questa scelta?
Questa scelta viene dal profondo legame del buddismo perché il buddismo è anche la cultura cinese includono il bene e il male non si distruggono reciprocamente.
Qual è il personaggio del romanzo a cui sei più legata e perché proprio lui o lei?
Il personaggio che sono legata di più è Lu Fei perché lui è un ragazzo che è molto intuitivo ma è anche molto coraggioso che non ha paura delle conseguenze, è questo rispecchia molto anche il mio carattere ribelle.
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