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Amarcord: Gianfranco Zola

La Primavera di Gianfranco Zola. 


Nell’estate del 1990 lo voleva il Lecce, ma non se n’è fatto nulla. Poi nel mercato di riparazione autunnale l’ha corteggiato la Fiorentina e niente. Mister Bigon dichiara: “ Zola è chiuso da Maradona e da Mauro, che è la prima riserva di questa squadra “. Quelle parole scaraventano Gianfranco Zola in un angolino : pur di giocare, sarebbe andato dappertutto, a Lecce o a Firenze . E ci sarebbe andato di corsa. 


Alla fine però le alterne lune di Maradona avevano orientato Bigon a confermare Zola, destinandolo alla panchina. Gioca soltanto un’ora e mezza in quattro mesi di campionato . Ma il 13 gennaio 1991 Gianfranco Zola può giocare dal primo minuto ed è Napoli-Roma per la 16° giornata di serie A al San Paolo .

Minuto 15, destro radente e porta in vantaggio il Napoli : “Oggi spero di aver dato un calcio al passato. Era una partita delicata per me. L’ho sentita come non m’era mai capitato. Quando sono entrato in campo, avevo le gambe molli. E ho sbagliato qualcosa in avvio. Poi è andata meglio ed è per questo che devo ringraziare Andrea, mio figlio. E’ appena nato e mi ha dato la forza per reggermi in piedi.

Credo di essermi preso anche una piccola rivincita e di aver iniziato un nuovo capitolo”. Due gol (di cui uno splendido) il primo anno a Napoli con 18 presenze e ora un lampo. Quando sei arrivato al Napoli nell’estate ‘89, hai dichiarato ‘ Sono qui per imparare ’ . C’è Careca che quasi ti rimprovera e ripete che sei bravo, ma devi osare di più con la palla : “E’ vero. Dalla Torres al Napoli è stato un grande salto, un altro mondo. Ma se non lo faccio vedere su un campo di gioco, non ha senso dire cosa ho imparato. E non ho ancora finito”.


Senti Gianfranco oggi però con la Roma sei stato preferito a Mauro. Per il posto in squadra ti rimane far fuori Maradona: “Come battuta è buona. Napoli è assai esigente, c’è bisogno di risultati e successi in continuazione. E io ho imparato la lezione. Non giocare mette un calciatore nelle condizioni ideali per lamentarsi, potrei farlo anch’io. Ho commesso degli errori e ho pagato per questo”.


Torna diligentemente in panchina per un paio di settimane, ma a Cagliari ha l’altra chance. E’ un Napoli pallido, posizionato a +1 sulla quartultima e al Sant’Elia è sotto di un gol. Minuto 68, stoccata di prima di Gianfranco Zola e pareggio. Per vederlo sono venuti anche suo papà e sua sorella. Stavolta Gianfranco non esce più di squadra. Rientra Maradona e a Gianfranco danno la numero 11, come col Parma, battuto 4-2 al San Paolo: mette a verbale un assist. A Pisa il 17 febbraio il simbolico passaggio di consegne: Diego veste la 9 e lascia la 10 a Gianfranco, che poi firma il gol vittoria in casa col Genoa. Fanno 3 gol e 1 assist in sole 5 gare dall’inizio. 


La routine settimanale scorre più veloce. Quando i compagni sono sotto la doccia, Gianfranco è ancora in campo: prova punizioni e rigori. Ripete con metodo, usa la barriera metallica e rimette a posto le zolle del campo . Dal martedì al sabato palleggi, finte, tocchi guardando da vicino Diego Maradona: “La presenza di un fuoriclasse come Diego è solo uno stimolo per me. Mi sono messo anche in porta per guardarlo in quelle piccole cose che poi diventano importanti”. 


Napoli-Sampdoria semifinale di Coppa Italia, 12 marzo: cross di Gianfranco e testa di Diego: 1-0 ed è anche il finale. Domenica 17 marzo, minuto 55 di Napoli-Bari : cross di Diego e incornata di Gianfranco, 1-0. La vittoria più triste della storia del Napoli, sigillata all’antidoping . Sette giorni dopo in Sampdoria-Napoli 4-1, Gianfranco conquista con caparbietà il rigore, che Diego trasforma. E’ l’ultima : Diego non giocherà più in Italia. Gianfranco cerca di reagire : “Hanno annullato un gol a Diego per fuorigioco, ma era buono perchè il passaggio l’aveva toccato Lanna”. 


Poi la reazione sul rettangolo verde in Napoli-Inter e il migliore in campo è Gianfranco Zola . Il 14 aprile Napoli-Atalanta si sblocca sul suo assist per Silenzi . Poi si sacrifica coprendo la fascia e finirà 2-0. E il 20 aprile ecco l’adeguamento del contratto. L’indomani lo festeggia esponendo il destro all’Olimpico: Lazio-Napoli 0-2. Dalla tempesta Gianfranco esce con la sua cautela concentrata e non li fermano più. Fanno 8 risultati utili consecutivi e ci si gioca fino all’ultimo il posto Uefa, mancandolo per un soffio. Un altro al posto suo sarebbe crollato. Adesso la leadership del nuovo 10 è matura: “Stiamo reagendo sul campo a tutte le vicissitudini. Questo gol è per Diego, un amico, una persona che stimo”.

Gianfranco chiude con gol e assist contro il Bologna. Totale: 6 gol, 3 assist, un rigore procurato e una traversa, in meno di mezzo campionato da titolare. 
“Parte del merito va a Diego che per me è stato punto di riferimento, maestro. E a grandi del calcio come Ferrara, De Napoli, Careca. Sono sicuro che il Napoli l’anno prossimo farà un gran campionato”. Si piazzerà quarto. Gianfranco aveva ragione e non salterà neanche una partita.  

 
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(fonti: interviste a Francesco Marolda e Toni Iavarone – Il Mattino – foto: Guerin Sportivo)

Autore Alessandro Lugli
Categoria Sport
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