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Zeballos al Napoli, una scommessa a costi contenuti: il piano del club per ridurre ingaggi e spese

Il Napoli sta ragionando sul mercato con un obiettivo preciso: ridurre il monte ingaggi senza indebolire la rosa, individuando alternative affidabili ma sostenibili dal punto di vista economico. È in questo quadro che va letta la possibile operazione Exequiel Zeballos, esterno offensivo argentino di 24 anni in uscita dal Boca Juniors. Un profilo che divide i tifosi, suscita dubbi comprensibili, ma che per il club potrebbe rappresentare soprattutto un’occasione a basso rischio.


Zeballos al Napoli, una scommessa a costi contenuti: il piano del club per ridurre ingaggi e spese

Molti tifosi del Napoli si stanno interrogando in questi giorni sul reale contributo che potrebbe garantire Exequiel Zeballos. L’esterno argentino ha 24 anni, gioca ancora nel campionato del suo Paese, non ha finora mostrato una particolare continuità sotto porta ed è stato spesso fermato da problemi fisici. Sono elementi che alimentano perplessità legittime, soprattutto considerando che il calciatore si trova ormai in un’età nella quale un talento destinato al grande calcio europeo dovrebbe avere già compiuto il salto di qualità.

La carriera di Zeballos, però, deve essere valutata anche alla luce dei numerosi infortuni che ne hanno rallentato la crescita. In Argentina sono in molti a ritenere che, senza tutti questi stop, l’esterno avrebbe già trovato spazio in Europa e sarebbe entrato stabilmente nel giro della nazionale guidata da Lionel Scaloni. Il talento non sembra essere in discussione. Il vero interrogativo riguarda piuttosto la sua capacità di trovare continuità fisica, rendimento e fiducia dopo stagioni condizionate da frequenti interruzioni.

Il Napoli considera Zeballos innanzitutto un’occasione di mercato. Il calciatore è vicino alla scadenza del contratto ed è già fuori rosa al Boca Juniors. La società azzurra potrebbe quindi acquistarlo per una cifra massima compresa tra gli 8 e i 9 milioni di euro, destinandolo al ruolo di alternativa sulle fasce offensive, dove sono già presenti David Neres e Alisson. Non arriverebbe, dunque, con l’obbligo di diventare immediatamente un titolare, ma come elemento da inserire nelle rotazioni e da valutare nel medio periodo.

Anche il possibile contratto rispecchierebbe il ruolo previsto per l’argentino. Zeballos percepirebbe circa 1,3 milioni di euro a stagione per quattro anni: uno stipendio da alternativa, coerente con il suo status e con il rischio legato all’operazione. Il confronto con Noa Lang aiuta a comprendere meglio la strategia del Napoli. L’olandese è stato acquistato per circa 30 milioni di euro, ha 27 anni e guadagna approssimativamente 2,5 milioni a stagione, quasi il doppio rispetto alla cifra ipotizzata per Zeballos.

Si tratta di costi elevati per un calciatore che non è stato considerato un titolare fisso e che ha deluso sia durante l’esperienza al Napoli sia successivamente al Galatasaray. Naturalmente il futuro potrebbe ancora cambiare il giudizio. Con Massimiliano Allegri potrebbe anche nascere un’intesa particolare, Lang potrebbe rilanciarsi, esplodere definitivamente e diventare un elemento imprescindibile. Al momento, però, il Napoli deve ragionare sulle valutazioni attuali e sulla necessità di rendere più sostenibile la struttura economica della rosa.

La linea del club appare quindi chiara. Se un calciatore deve occupare una casella da alternativa, è preferibile che abbia costi da alternativa. Mantenere in organico un esterno acquistato a una cifra molto alta e con uno stipendio da titolare può diventare poco conveniente, soprattutto quando quel giocatore non è considerato indispensabile. Se Lang fosse ancora rivendibile a buone condizioni, la sua cessione consentirebbe al Napoli di recuperare una parte importante dell’investimento e di liberare spazio salariale.

L’eventuale arrivo di Zeballos rientrerebbe così in una serie di operazioni quasi sartoriali, costruite in funzione delle reali esigenze della squadra. Il Napoli non starebbe necessariamente cercando un campione già affermato, ma un calciatore con margini di crescita, talento e costi contenuti, da affiancare agli esterni già presenti. Il rischio sportivo esisterebbe, ma sarebbe limitato dal punto di vista economico.

Zeballos arriverebbe comunque come una scommessa. Potrebbe imporsi e sorprendere, seguendo un percorso simile a quello di Alisson, molto criticato al momento del suo arrivo perché proveniente dal Portogallo senza avere collezionato presenze in campionato. Quelle perplessità non hanno impedito al giocatore di ritagliarsi progressivamente uno spazio importante. Allo stesso modo, l’argentino potrebbe trovare a Napoli l’ambiente giusto per superare i problemi del passato e valorizzare finalmente le proprie qualità.

Naturalmente esiste anche la possibilità opposta. Zeballos potrebbe non adattarsi al calcio italiano, continuare ad avere problemi fisici o non riuscire a trasformare il talento in rendimento concreto. In quel caso, però, il Napoli avrebbe sostenuto un investimento relativamente contenuto, soprattutto se confrontato con le cifre impiegate per operazioni come quelle relative a Lang o Lorenzo Lucca. Il principio è semplice: accettare una quota di rischio, ma senza compromettere gli equilibri finanziari.

Lo stesso ragionamento viene applicato dal Napoli anche alla situazione dei portieri. Vanja Milinkovic-Savic sarebbe sul mercato non perché il club non ne riconosca le qualità, ma per una questione di costi e gerarchie. Il portiere serbo guadagna circa 2,5 milioni di euro a stagione, lo stesso stipendio percepito da Alex Meret, che nelle idee di Allegri rappresenta il titolare.

Tenere due portieri con lo stesso ingaggio, entrambi pagati come potenziali titolari, non sarebbe pienamente coerente con la volontà di ridurre il monte stipendi. Se Meret è il numero uno scelto dall’allenatore, la società ritiene più razionale affiancargli un’alternativa valida ma meno costosa. Da qui l’interesse per profili come Matej Kovar del Psv o Wladimiro Falcone del Lecce.

Entrambi potrebbero ricoprire il ruolo di secondo portiere con un ingaggio inferiore rispetto a quello di Milinkovic-Savic. Anche in questo caso non si tratta necessariamente di una bocciatura tecnica, ma di una diversa distribuzione delle risorse. Il Napoli vuole evitare di pagare stipendi da titolare a calciatori destinati prevalentemente alla panchina o alle rotazioni.

La strategia complessiva emerge con chiarezza: investire maggiormente sui titolari e sui giocatori realmente centrali nel progetto, riducendo invece il peso economico delle alternative. Zeballos, Kovar o Falcone risponderebbero a questa logica. Profili utili, potenzialmente valorizzabili e con stipendi compatibili con il ruolo previsto.

Il mercato del Napoli, dunque, non può essere valutato soltanto attraverso i nomi o l’entusiasmo immediato che possono generare. Operazioni come quella per Zeballos devono essere lette considerando costo del cartellino, stipendio, età, possibilità di crescita, ruolo nella rosa e margini di futura rivendita. L’argentino non offrirebbe certezze assolute, ma neppure comporterebbe un investimento particolarmente pesante.

Il giudizio definitivo, come sempre, spetterà al campo. Zeballos potrebbe rivelarsi una scelta felice, ritrovare continuità e diventare un giocatore importante. Potrebbe anche non riuscire a compiere il salto di qualità. Il Napoli, però, sembra intenzionato a costruire una rosa più equilibrata anche sul piano salariale, evitando che le riserve abbiano costi simili a quelli dei titolari.

La possibile cessione di Lang e quella di Milinkovic-Savic, insieme agli eventuali arrivi di Zeballos e di un portiere meno costoso, rappresentano quindi parti dello stesso progetto. Non semplici operazioni in entrata e in uscita, ma interventi mirati per alleggerire il monte ingaggi, recuperare risorse e adeguare il costo di ogni giocatore al ruolo effettivamente ricoperto all’interno della squadra.

Autore Alessandro Lugli
Categoria Sport
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