Blitz della presidente del Consiglio nel Golfo Persico: Giorgia Meloni, atterrata nel pomeriggio di venerdì 3 aprile a Gedda, vedrà in due giorni i principali leader dell’area e visiterà oltre all’Arabia Saudita anche Emirati Arabi e Qatar. Si tratta della prima visita di un leader occidentale nell’area, cruciale per il petrolio, dall’inizio del conflitto in Iran. La missione a sorpresa della premier punta, tra l’altro, al rafforzamento della sicurezza energetica nazionale. Il Golfo rappresenta una fonte cruciale di petrolio e gas per l’Italia e ha un ruolo determinante nell’andamento dei prezzi energetici globali.
L’obiettivo della visita di Meloni, sottolineano fonti di Palazzo Chigi, "è rafforzare le relazioni con queste Nazioni e ribadire il sostegno dell’Italia di fronte agli attacchi iraniani, consolidando al contempo un partenariato strategico sempre più solido".
La missione mira inoltre a rafforzare la sicurezza energetica nazionale: "il Golfo rappresenta infatti una fonte cruciale di petrolio e gas per l’Italia e ha un ruolo determinante nell’andamento dei prezzi energetici globali", proseguono le stesse fonti.
La Meloni può vantare solidissimi rapporti con i leader del golfo, suggellati dagli incontri cin Bin Salman nel 2025 ( con accordi per 10 miliardi di dollari) negli Emirati e in Qatar di quest'anno. Il suo ruolo centrale nella zona è stato plasticamente evidenziato dal fatto che Giorgia Meloni, è stata l’unica leader europea che ha avuto accesso al 46 esimo Consiglio di cooperazione del Golfo, a dicembre dello scorso anno, invitata personalmente dal re del Bahrein Hamad bin Isa Al Khalifa. Un invito che ha ribadito quello che appare come un asse ormai strategico e apre la strada a una cooperazione ancora più solida che, questa volta, coinvolgerà anche le industrie italiane.
Ma certamente il viaggio servirà anche a discutere sulla possibile via di uscita diplomatica ad un conflitto sta rischiando di avere effetti drammatici sulle economie europee e mondiale. La Meloni ha deciso di impulso, osservando una sostanziale inazione della comunita internazionale e di quella europea in particolare, nel cercare una descalation del conflitto. Prima di partire la presidente del consiglio ha presieduto un Cdm lancio per varare una proroga del taglio delle accise e per nominare come nuovo ministro del turismo, anche qui un pò a sorpresa, Gianmarco Mazzi.
Nel corso degli ultimi giorni, l'impatto economico della guerra in Iran sull'economia italiana è apparso sempre più evidente. Standard & Poor's ha tagliato le previsioni di crescita, e il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti non ha escluso che quest’anno si debbano invocare le «circostanze eccezionali», previste dal Trattato, per sforare il tetto del disavanzo con la clausola di deroga prevista dal nuovo regolamento europeo di governance economica. Anche i prezzi al consumo - e le bollette - stanno risentendo delle tensioni internazionali e dello choc energetico causato dalla chiusura dello stretto di Hormuz da parte del regime iraniano. Il governo ha oggi annunciato la proroga del taglio delle accise per i carburanti - un taglio che può poco, però, per mitigare l'aumento dei prezzi ai distributori.
L'ambasciata iraniana a Roma ha dichiarato che - prima di discutere la riapertura dello Stretto di Hormuz - l'Italia dovrebbe chiedere l'interruzione della guerra con gli Stati Uniti e Israele, «opponendosi fermamente alla palese violazione del diritto internazionale da parte degli aggressori» Usa e Israele. «Se siete preoccupati per la crisi globale dell'energia e dei fertilizzanti, costringete gli aggressori a porre fine completamente e definitivamente alla guerra, affinché la stabilità possa tornare nella regione».
Con questo per certi versi clamoroso gesto, Meloni ha dimostrato nei fatti di essersi messa alle spalle il risultato del referendum, e di essere determinata nel proseguire nella sua azione di governo, sia in campo interno che in quello internazionale.

