Amarcord: Sergio Vatta
“In serie A tutti si riempiono la bocca parlando di professionalità, ma molti non sanno nemmeno cosa sia. Appena si affaccia al professionismo, un ragazzo cerca subito il procuratore a cui deve dare il dieci per cento. E da quel momento, non ancora a 18 anni, inizia a pensare soltanto ai soldi, anziché a tutto quello che deve imparare per essere un calciatore professionista. Sono entrato al Filadelfia in punta di piedi. Avevo paura anche di spostare i sassolini . Con le mie origini, la mia infanzia durissima, la mia giovinezza da operaio, non potevo non essere del Toro, non amare il Toro . Che è sangue caldo della gente .
Le formazioni Primavera sono all’avanguardia rispetto alle squadre di serie A. Da noi si gioca un calcio più moderno, con avanzati concetti di calcio totale. Un continuo scambio di ruoli che si nota tra i ragazzi che esordiscono in serie A. I ragazzi della Primavera sono bravi di natura, si capisce. Ma questo non vorrebbe dire niente senza serietà, senza fatica. Li abituo anche alla lealtà: guai se li vedo ricorrere a trucchetti, mezzucci . Io li voglio avere uniti, li voglio vedere, tenere sotto dialogo continuo. Li vado a controllare anche a scuola.
Se è il caso, li tolgo di squadra. Tanti ne ho visto perdersi, sparire. Abbiamo creato un ambiente adatto alla loro crescita. I ragazzi possono esprimere il massimo delle loro potenzialità, affrontando il calcio senza angosce. Anche se ho agito spesso con decisione e durezza, ho sempre cercato di avere con i ragazzi un rapporto paritario. Li lascio discutere anche nell’intervallo della partita. In un ragazzo la forza fisica si può migliorare, la tecnica affinare, ma se uno non possiede creatività e fantasia, non si eleverà dalla media. Ecco perché tutte le squadre giovanili del Torino giocano a zona, un modulo utile per farli partecipare di più all’azione. Seguiamo programmi molto precisi che vengono studiati insieme con il preparatore atletico, il professor Trucchi .
Abbiamo praticamente fuso la preparazione fisica con quella tecnica. E tutto il lavoro di resistenza viene compiuto con il pallone. Così come quello di velocità, perché nel calcio la velocità non esiste: esiste l’abilità veloce . La qualità più importante per un calciatore è sapersi migliorare all’infinito. Ma non è innata, viene trasmessa dall’allenatore. Dino Baggio per esempio è arrivato al Toro come attaccante. L’ho portato indietro e sua madre mi dice: ‘ Lei rovina mio figlio ’. Ho deciso di impiegarlo come stopper perché volevo migliorasse nella fase difensiva. Anche se potrebbe tornare a centrocampo, in quanto ha tutte le qualità richieste a un centrocampista: buona visione di gioco, tiro potente, ottimo colpitore di testa. Non ha limiti. Sono certo che se ne parlerà in futuro. Christian Vieri ? Mi dicevano di ignorarlo: ‘ Ma perdi tempo con quello che gioca in quel modo, tutto storto? ‘ . Io rispondevo soltanto: ‘Vieri fa i gol’ .
Negli ultimi anni il calcio è cambiato, il calciatore non ancora. Al mio fianco ho il dottor Prunelli, uno psicologo. Il nostro desiderio è quello di rompere quella sfera di cristallo che avvolge il giocatore importante. Noi inseguiamo un obiettivo ben preciso: fare di questi ragazzi, professionisti seri e uomini capaci. Non si può nascondere il fatto che la violenza negli stadi troppo spesso sia generata dal comportamento irresponsabile dei giocatori: ebbene la mia squadra ha subito poche espulsioni, zero in qualche annata. Questo cambiamento non interessa solo i ragazzi, ma anche me stesso. Facendomi affiancare da uno psicologo, ho dovuto vincere la paura di perdere il ruolo di leader.
Forse nel Torino non ho dato il massimo. Penso sempre che avrei potuto fare meglio. Questa panchina mi ha regalato tantissime soddisfazioni, ma non ho mai avuto il tempo di godermele. Io sono un ossessivo che s’impegna nel lavoro fino al raggiungimento della meta. Incurante di tutto ciò che gli accade attorno . E così non sono riuscito a gustarmi le vittorie, sempre pronto a riprendere subito dopo a lavorare. I ricordi, adesso che sembrano già lontani, sono tutti belli”.
Sergio Vatta .
Con la Primavera del Torino ha vinto: 2 Scudetti, 4 Tornei di Viareggio e 6 Coppe Italia .
Dalle sue mani sono passati: Iorio, Mariani, Bonesso, Mandorlini, Cuttone, Sclosa, Ermini, Bertoneri, Francini, Zennaro, Flavio Destro, Cravero, Antonio Comi, Ezio Rossi, Erba, Camolese, Vincenzo Esposito, Panero, Osio, Brambati, Rambaudi, Marco Rossi, Silvano Benedetti, Picci, Lerda, Cornacchia, Cavallo, Argentesi, Andrea Poggi, Scienza, Fuser, Venturin, Giorgio Bresciani, Lentini, Benny Carbone, Di Sarno, Zaffaroni, Catena, Zago, Farris, Dino Baggio, Cois, Pancaro, Christian Vieri e tanti altri.