Il primo maggio di quest'anno l'UE ha fatto entrare in vigore, per ora in via provvisoria, un accordo commerciale, riguardante il settore agroalimentare, con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, paesi riuniti nel Mercosur.
Praticamente verranno abbassati o eliminati i dazi che gravano su prodotti agroalimentari provenienti da quei paesi, facilitando massicce importazioni verso l'Europa: “la carne bovina (concessione di un quantitativo aggiuntivo di 99 mila tonnellate in sei anni con dazio al 7,5%); pollame (assegnazione di una quota extra di 180 mila tonnellate in sei anni a dazio zero); carne suina (introduzione di una quota di 25 mila tonnellate in sei anni a dazio zero); riso (introduzione di 60 mila tonnellate a dazio zero in sei anni); miele apertura di una quota di 45 mila tonnellate di miele a dazio zero”.
Attuando questo accordo, i nostri produttori si troverebbero a dover competere con “prodotti sudamericani attualmente ottenuti con standard produttivi meno rigorosi in termini di sicurezza alimentare (ad esempio, l’uso di prodotti fitosanitari vietati in Europa, ma anche l’applicazione delle norme relative al benessere degli animali). Inoltre, standard di lavoro e di sicurezza più bassi consentono di produrre a costi inferiori, favorendo non solo l’ingresso di merci a costo ridotto, ma anche possibili impatti ambientali negativi.”
Finirà che dovremo mangiarci cibi ottenuti tramite sfruttamento umano ed animale, sottoposti a scarsi controlli e con l'aggiunta della continua distruzione della foresta amazzonica per ottenere pascoli. Ovviamente questi cibi costeranno meno e finiranno con il soppiantare i nostri prodotti , rovinando il settore agroalimentare nazionale. Del resto, la rovina è già cominciata con gli abbattimenti forzati causati da epidemie e le vaccinazioni obbligatorie.
Per l'UE, l'intera operazione dovrebbe costituire un argine ai crescenti interessi economici dei cinesi in Sud America. Insomma, mandiamo in rovina la nostra agricoltura e compriamo merci di qualità discutibile giusto per far dispetto ai cinesi che dubito si faranno indietro.
Non tutti gli Stati europei, però, sono cretinamente (o, peggio, disonestamente) silenziosi e passivi come l'Italia: Francia, Austria e Irlanda, ad esempio, non sono favorevoli all'accordo Mercosur.
Fino ad oggi era l'UE che metteva i bastoni fra le ruote ai nostri agricoltori, adesso hanno messo in mezzo anche l'altra parte del mondo. Nutro profondi rimpianti per l'autarchia.

