Esteri

I timori di esperti ed ex ministri sullo stato delle forze britanniche nell’ambito dei Volenterosi

I leader europei che guidano la Coalizione dei Volenterosi hanno fatto a Parigi grandi dichiarazioni di intenti e hanno pure firmato un accordo che li impegna con gli USA e con Zelensky. Tuttavia la realtà è più complessa - anzi, complicata - rispetto alle radiose prospettive disegnate da Macron e da Starmer.

Lo dicono senza mezzi termini esperti del calibro dell’ex segretario alla Difesa di Londra Ben Wallace e dell’ex generale e oggi autore di libri militari Ben Barry. Secondo loro l’esercito britannico semplicemente non è nelle condizioni per sostenere una responsabilità pesante come quella di sorvegliare il territorio ucraino e di farsi garante della tregua e della pace.

Occorrono spese statali di gran lunga maggiori per rendere le Forze armate in grado di eseguire una missione del genere. Ne occorrono molte di più, ma sorge così la questione di dove prendere i soldi, o meglio a chi sottrarli. Wallace propone di tagliare le spese sociali. Barry nel suo ultimo libro racconta “l’ascesa e la caduta” dell’esercito di Sua Maestà a partire dal 1975, evidenziando la clamorosa riduzione del numero di uomini e delle capacità operative di quello che un tempo era la forza militare fra le più preparate e temibili al mondo.

Sarebbe infatti impietoso un paragone con quanto fatto a suo tempo nelle Falkland, in Germania Occidentale e anche in Iraq. Oggi sarebbe qualcosa di improbabile. L’interpretazione data sul Times dal giornalista e saggista Edward Lucas è ironica e spietata: il governo britannico, insieme a quello francese e ad altri, si sta impegnando a difendere una tregua non ancora siglata, con l’appoggio di un alleato poco affidabile (gli USA) e contro un nemico più potente e determinato che sta ancora avanzando sul campo.

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Autore francescoflachi
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