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Il pensiero di Maurizio Sarri

"Il mio mestiere è l’unico che avrei fatto gratis. Parte tutto dall’allenatore: se si diverte lui, dopo un po’ si divertono i giocatori. Se giochi bene ti diverti, e alla lunga vinci.

Sarrismo? Quando l’ho letto sulla Treccani ho capito che abbiamo tutti perso la testa. Io non saprei darne una definizione, mia moglie sì: il modus operandi di un uomo scontroso. Adotto metodi ossessivi che a volte provocano un rigetto dei calciatori. 
Ma non bisogna spegnere il bambino che è in loro.

Molti mi criticano per la tuta: quando vedo gli allenatori delle giovanili in divisa sociale su terreni di fango mi vien da ridere. Purtroppo ormai conta solo l’apparenza.
Il calcio moderno va salvato dalle istituzioni, è un business. 

Il calcio italiano è in mano ai procuratori, il mercato aperto a campionato iniziato è uno scandalo. Soluzioni? Cominciare dalle piccole cose: rinunciare alle tournée estive, riportare la Coppa Italia ad agosto anche per le big, farle giocare sui campi delle squadre di C, che farebbero incassi record.
Ricordo di aver parlato con un mio amico statistico del calendario della Lazio 2023/24: giocare 3 delle prime 4 trasferte contro Juve, Napoli e Milan era impossibile, non può essere casuale.

La Lazio è strana: da fuori non te ne rendi conto, ma se entri dentro, la Lazialità ti invade. La cosa più bella che può succedere è sentirsi d’appartenere a un popolo.

L’ambiente che contorna la Lazio è devastante: c’è insoddisfazione perenne, ma il popolo laziale è molto migliore di come viene descritto in giro. Ti entra nella pelle. L’educazione e la civiltà con cui ti parlano i laziali non l’ho mai vista.

Sentire l’urlo dei laziali all’Olimpico è clamoroso, vorrei averli con me in uno stadio da 50mila persone con le tribune incollate al campo. Il mio obiettivo prima di smettere è fare la prima partita della Lazio al Flaminio, e che il Flaminio si chiami Maestrelli.

Il derby mi trita, mi rovina la vita, mi toglie il sonno la notte ma è bellissimo. 
Quando lo giochi, l’ultimo pensiero sono i punti: si gioca solo per il popolo laziale. Battere il Bayern dà soddisfazione, ma la felicità di regalare il derby ai laziali vale di più".

MAURIZIO SARRI

Autore Alessandro Lugli
Categoria Sport
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