A maggio, l'economia reale italiana mostra segnali di rallentamento, con l'industria che registra una nuova battuta d'arresto. Secondo le stime destagionalizzate, il fatturato del comparto industriale cala del -2,2% in valore e del -2,3% in volume rispetto ad aprile. La flessione è evidente sia sul mercato interno (-2,2% in valore e -2,9% in volume), sia su quello estero (-2% in valore e -1,5% in volume), confermando una fase di debolezza trasversale.
Anche i servizi mostrano una dinamica negativa nel mese, seppur meno marcata: il fatturato scende del -0,9% in valore e del -0,4% in volume, zavorrato soprattutto dal calo del commercio all'ingrosso (-1,7% in valore e -1,5% in volume). Negli altri settori dei servizi, invece, si registra una sostanziale stabilità.
Analizzando i principali raggruppamenti industriali, l'unico segno positivo arriva dal settore energia (+1,3% in valore congiunturale), mentre le flessioni più pesanti colpiscono i beni strumentali (-4,3%). In calo anche i beni di consumo (-1,7%) e gli intermedi (-1,3%).
Nel trimestre marzo-maggio, il quadro conferma la fragilità dell'industria, con una lieve contrazione del fatturato complessivo: -0,6% in valore e -0,7% in volume. Al contrario, il comparto dei servizi mostra una crescita contenuta, con un +0,3% in valore e +0,5% in volume.
Guardando ai dati tendenziali, corretti per gli effetti di calendario (a maggio 2025 si contano 21 giorni lavorativi contro i 22 di maggio 2024), il fatturato industriale cala del -1,8% in valore e del -2,6% in volume rispetto a un anno fa. Il mercato interno arretra del -2,1% (-3,6% in volume), mentre quello estero mostra una flessione più contenuta (-1,4% in valore e -1,1% in volume).
Al contrario, i servizi crescono del +0,8% in valore e dello 0,4% in volume, ma con una dinamica interna disomogenea: il commercio all'ingrosso è in netta contrazione (-1,6% in valore, -1,9% in volume), mentre gli altri servizi registrano incrementi solidi (+3,4% in valore e +1,0% in volume).
Sempre su base annua, l'unico comparto industriale in crescita è quello dei beni di consumo (+0,7%), mentre gli altri sono tutti in calo: energia in forte contrazione (-10,5%), beni strumentali (-3,3%) e beni intermedi (-1,2%).
Il mese di maggio 2025 segna una fase di debolezza per l'industria italiana, con un rallentamento evidente sia su base mensile che annua. Il comparto dei servizi, pur non immune alle difficoltà, mostra una maggiore resilienza, trainato dagli “altri servizi” che compensano la flessione del commercio all'ingrosso.
Nel complesso, il quadro congiunturale conferma un'economia ancora in bilico: l'industria arranca, i servizi tengono. Ma la tenuta dei volumi e dei valori nei prossimi mesi sarà decisiva per capire se si tratta di una flessione temporanea o di un segnale strutturale più preoccupante.


