Politica

Giustizia a due velocità: poveri in galera, ricchi ai salotti del potere

In Italia la giustizia non è cieca: ci vede benissimo, ma solo da una parte. Da sempre.

Il poveraccio che ruba un pollo per fame finisce in carcere in 48 ore, processo lampo, condanna secca, pena da scontare fino all’ultimo giorno.
Il corrotto, l’evasore di milioni, l’amico dell’amico, invece? Sta al suo posto, protetto da cavilli, prescrizioni, avvocati di lusso e amicizie nei posti giusti.

E se per caso – rarissimo – viene condannato, tempo qualche anno ed è di nuovo lì, riabilitato, riverito, a fare affari sulla pelle dei cittadini.

Ma che Paese è questo? Dove la legge colpisce duro solo chi è debole, mentre i potenti scivolano sempre via?
È un’Italia dove non c’è vergogna, non c’è giustizia, solo impunità travestita da legalità.

E noi? Noi paghiamo, sempre. Le tasse, le multe, i rincari. E se sbagliamo, non ci salva nessuno.
Qui non serve cambiare le leggi, serve cambiare il coraggio di applicarle davvero.

Perché finché i ladri saranno ai vertici e gli onesti in ginocchio, non ci sarà futuro, solo rassegnazione.

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Autore Giuseppe Cianci
Categoria Politica
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