"La revisione intermedia dimostra che la politica di coesione è in grado di adattarsi alle sfide in continua evoluzione dell'Europa, e di farlo in tempi record. La riassegnazione di 34,6 miliardi di euro dei fondi di coesione rappresenta un risultato di grande rilievo".
Lo ha detto il vicepresidente della Commissione Ue, Raffaele Fitto, presentando i risultati della revisione intermedia della politica di coesione.
"Si tratta di risorse reali, concrete e immediatamente disponibili a sostegno delle nostre priorità. Questo risultato è stato reso possibile grazie al dialogo costante con il Parlamento europeo, il Comitato delle regioni, gli Stati membri e le regioni", ha sottolineato, esortando a "continuare a modernizzare la politica di coesione, garantendo che rimanga uno strumento forte a sostegno della competitività e della coesioneterritoriale dell'Europa".
Dalla revisione presentata da Fitto emerge anche come l'Italia abbia deciso di riprogrammare oltre 7 miliardi di euro dai fondi di coesione Ue 2021-2027 verso cinque nuove priorità strategiche. Della dotazione complessiva di oltre 42 miliardi, sono stati riprogrammati 7.078 miliardi: la quota più consistente, pari a 4.665 miliardi, va alla competitività, seguita da 1.119 miliardi destinati alle politiche abitative. Risorse anche per la gestione dell'acqua (629 milioni), la transizione energetica (396 milioni) e la difesa (248 milioni). Nel complesso, l'Italia ha rivisto 35 dei 48 programmi attivi, di cui 28 regionali e sette nazionali.
Fitto ieri era stato ospite sempre a Bruxelles ad un evento di Confcooperative con il presidente Maurizio Gardini, il ministro per gli affari europei Tommaso Foti e la presidente del Pe Roberta Metsola. Nel fare il punto con i cronisti, prima dell’inizio dell’evento a porte chiuse intitolato ‘L’Europa che verrà: Confcooperative al centro del dibattito’, dopo che il presidente di Confocooperative ha spiegato che “l‘obiettivo è consegnare tutta una serie di richieste, non corporative, articolate che in questo momento particolare che l’Europa sta vivendo riteniamo che siano importanti per il Paese“. Un’occasione che, in un breve punto stampa, Fitto definisce “molto utile” per un confronto con il mondo cooperativo “su diversi settori fondamentali, dall’agricoltura al tema dei servizi, al sociale”.
Per il vice presidente esecutivo, “sono questioni decisive anche per le scelte che la Commissione europea sta mettendo in campo e anche per il dibattito verso la nuova proposta di bilancio per il 2028-2034 sulla quale la Commissione europea ha presentato una sua proposta e oggi questa discussione è in atto a livello di Consiglio e di Parlamento”. E conferma, alla vigilia della presentazione, domani, dei risultati finali della Revisione di medio termine della Politica di Coesione – ovvero lo strumento che apre ai Paesi la possibilità di riprogrammare l’uso dei fondi spostandoli verso cinque nuove priorità UE alla luce del mutato contesto geopolitico globale – che “l’Italia è tra i Paesi che ha utilizzato la revisione di Medio termine” e che “quasi tutti i Paesi lo hanno fatto”.
E' stato invece il ministro Foti a riconoscere ai giornalisti che “il quadro finanziario pluriennale 2028-2034 è uno strumento determinante per il futuro dell’Europa”. In particolare, la Politica agricola comune, “proprio perché deve essere comune non può sicuramente essere soggetta a valutazioni dei singoli stati nel senso dell’erogazione”, e “poi la politica di Coesione, per la quale noi riteniamo che non vi sia alcuna concorrenza con la competitività“. In particolare, “ritengo che i fondi di Coesione debbano rimanere quantomeno nella entità finanziaria del precedente esercizio e soprattutto si potrebbe introdurre un modello per quanto riguarda gli obiettivi: fermo restando il ruolo delle Regioni, che riteniamo sia del tutto importante e determinante, si potrebbe introdurre un modello per obiettivi su quello che è stato il Piano nazionale di ripresa e resilienza da noi, il Next Generation Europe, più vastamente in Europa”, dettaglia.

