Economia

Le stranezze dell’economia italiana

In questi giorni e’ molto di attualità commentare i due indici recentemente pubblicati  relativi al risultato 2025 della gestione economico - finanziaria del paese.

Il primo e’ il Deficit/Prodotto Interno Lordo certificato da EUROSTAT al 3,1% e quindi superiore a 3 che e’ il target fissato dall’ Unione Europea per uscire dalla procedura per deficit eccessivo.

La piccola differenza percentuale vale 2 miliardi  e  appare strano che su una spesa corrente di 700 non sia stato possibile trovarli eliminando o spostando qualcosa all’anno successivo.

Lo stesso risultato si poteva ottenere con maggiori entrate provenienti dall’ evasione fiscale sempre stimata sui 100 miliardi/anno e/o dai crediti accertati e riscuotibili stimati in 568 miliardi.

La stranezza fa venire il dubbio che il risultato sia voluto per dare ancora una colpa al Superbonus!

Il secondo e’  il Debito totale/Prodotto Interno Lordo che vale 137,1% e non ha limitazioni specifiche anche se il Trattato di Maastricht del1992 stabiliva che non doveva superare il 60% del PIL o, se superiore, doveva essere in calo! Per l‘Italia la distanza e’ enorme ma soprattutto e’ difficile prevederne il calo.

L’indice, che può’ sembrare poco importante,  deriva da due valori assoluti che possono passare inosservati ma di fatto sono i problemi economici reali del paese.

A fine 2025 il debito era di 3.096 miliardi con una crescita di 129 miliardi rispetto al 2024 (+ 4,3 %!) . E’ un aumento strano perche’:

  • Supera tutti i precedenti post covid che mediamente si sono collocati sotto i 100 miliardi con i tanto vituperati costi del Superbonus ormai concluso
  • Il solo deficit di bilancio 70 miliardi non giustifica una maggior esposizione così alta 
  • Non si trova ne’ nella politica ne’ nel mondo dell’ informazione la spiegazione del delta di 59 miliardi che gli amministrativi definiscono “ aggiustamento stock - flussi “

 Nella formula compare anche il PIL che nel 2025 è aumentato solo del 0,5%  (11 miliardi) e si tratta di un valore strano perché:

  • La crescita dell’ occupazione 
  • Il favorevole bilancio export- import
  • I grandi investimenti del PNRR,

se veri , dovevano comparire nel risultato finale con un incremento tra 1 e 1,5 %.

In questo caso il dubbio si estende dai conti al contenuto degli investimenti e in particolare quelli del PNRR. 

E’ stato caratterizzato da una corsa a riceverli dall’ UE e poi a spenderli velocemente per evitarne la loro decadenza Nel fare in fretta sono state previlegiate attività piccole e veloci da realizzare  purtroppo ininfluenti sulla Ripresa e sulla Resilienza del paese. 

Un aumento importante del PIL , oltre ad essere il segnale d’un miglioramento generale in corso ,avrebbe anche mitigato i due indici negativi citati perché si trova al denominatore delle frazioni.

Come sempre il miglioramento ci sarà l’ anno prossimo cioè quello in corso iniziato  dicendo che occorre derogare dal patto di stabilità per poter investire ulteriormente verso la crescita che non c’è stata dopo i circa 250 miliardi di Superbonus+ PNRR  già spesi.

Autore Edoardo bruno
Categoria Economia
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