Politica

Record di milionari, record di disuguaglianze: la grande abbuffata dei ricchi mentre il popolo stringe la cinghia!

In tempi di vacche magre come quelli che stiamo vivendo, almeno per chi vive di stipendio fisso o di pensioni spesso insufficienti ad arrivare serenamente alla fine del mese, certe notizie fanno inevitabilmente montare rabbia e frustrazione.

Da una parte ci viene ripetuto che non ci sono risorse per adeguare salari e pensioni all’aumento del costo della vita, che bisogna stringere la cinghia, che il sistema previdenziale impone di lavorare sempre più a lungo prima di poter andare in pensione.
Dall’altra, scopriamo che i milionari del pianeta continuano ad aumentare e ad accumulare ricchezza a ritmi impressionanti.

Secondo il “World Wealth Report” pubblicato da Capgemini, nel 2025 il numero dei milionari nel mondo è cresciuto del 7,9%, raggiungendo la cifra record di 25,3 milioni di persone. Ancora più significativa è la crescita della loro ricchezza complessiva, salita dell’8,7% fino a sfiorare i 100 mila miliardi di dollari. Si tratta del maggiore incremento annuale registrato dal 2018.

A trainare questa corsa all’arricchimento sono stati soprattutto i mercati finanziari, sostenuti dall’entusiasmo per l’intelligenza artificiale, dai tagli dei tassi d’interesse e dalle performance di Wall Street. In Europa, invece, hanno contribuito il boom del comparto della difesa e i massicci investimenti pubblici varati dalla Germania.

Insomma, mentre l’economia reale continua a fare i conti con salari stagnanti, precarietà e perdita del potere d’acquisto, la finanza continua a generare nuove fortune.

Ancora più impressionante è il dato sulla concentrazione della ricchezza: appena l’1% degli individui più facoltosi detiene il 34,8% dell’intero patrimonio mondiale detenuto dai milionari. Una concentrazione che rende evidente come la ricchezza prodotta non venga distribuita in maniera equilibrata, ma finisca sempre più nelle mani di una ristretta élite.

La regione che ha registrato la crescita più forte è stata l’Asia-Pacifico, con un aumento del 9,4% dei milionari, seguita dal Nord America (+9,1%). Gli Stati Uniti, da soli, hanno aggiunto oltre 736 mila nuovi milionari in un anno. Anche l’Europa ha invertito la tendenza negativa del 2024, con un incremento del 6,5%, guidato da Germania e Lussemburgo.

Nel frattempo, però, milioni di lavoratori e pensionati continuano a fare i conti con bollette elevate, spese alimentari in aumento e servizi pubblici sempre più sotto pressione. A loro viene chiesto di essere pazienti, di comprendere le difficoltà dei conti pubblici e di accettare sacrifici considerati inevitabili. Sacrifici che, puntualmente, sembrano riguardare sempre gli stessi.

Il paradosso è tutto qui: mentre cresce il numero di coloro che possono permettersi patrimoni da capogiro, aumenta anche il disagio di chi produce ricchezza attraverso il proprio lavoro ma vede ridursi anno dopo anno il proprio potere d’acquisto. La forbice sociale continua ad allargarsi e il rischio è che, insieme alle disuguaglianze economiche, crescano anche sfiducia, rabbia e disaffezione verso le istituzioni.

Non si tratta di demonizzare chi ha successo o chi investe con profitto. Il problema nasce quando la crescita della ricchezza di pochi procede in parallelo all’impoverimento relativo di una parte sempre più ampia della popolazione. Una società può dirsi davvero prospera soltanto quando il benessere viene condiviso e quando il lavoro garantisce una vita dignitosa. Diversamente, i record dei milionari rischiano di trasformarsi nell’ennesima fotografia di un mondo che corre a due velocità: una per chi accumula ricchezze senza precedenti, l’altra per chi fatica ogni giorno a mantenere il proprio tenore di vita.

E allora sì, sapere che i “Paperoni” del pianeta diventano sempre più numerosi e sempre più ricchi mentre si continua a ripetere che non ci sono soldi per salari, pensioni e welfare fa girare parecchio le scatole. E questa volta l’eufemismo è più che giustificato.

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Autore Freeskipper Italia
Categoria Politica
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