Il sito ufficiale della Roma riporta la notizia in prima pagina: Luciano Spalletti lo aveva annunciato nella conferenza stampa della vigilia, ora arriva l’ufficialità, Kevin Strootman è convocato per la sfida di domenica sera contro il Palermo all’Olimpico.

E nell'elenco dei convocati, oltre a Kevin Strootman, continua ad esser presente il nome di Francesco Totti con accanto il suo numero 10. Incongruenza, ironia, sbadataggine? Nulla di tutto questo... quando le direttive mancano, non si può chiedere a chi comunica di prendere decisioni che spettano ad altri. Ma che cosa è successo alla Roma?

Ieri, in un'intervista alla Rai, il capitano Francesco Totti si è tolto il classico sassolino dalla scarpa ed ha rilasciato delle dichiarazioni che non sono piaciute al nuovo allenatore della Roma, Luciano Spalletti.
Che cosa ha detto Totti? Niente di particolarmente sconvolgente. Ha solo fatto capire di essere scontento di non giocare e di non gradire il fatto che l'allenatore non gli spieghi a tu per tu il motivo della sua esclusione dalla formazione titolare. Un piccolo sfogo fatto senza acrimonia, con sincerità e nel pieno rispetto di Spalletti verso cui Totti ha espresso stima e fiducia.

I media, dal canto loro, hanno subito fiutato la notizia ed hanno rilanciato le parole del capitano della Roma facendole diventare un caso. Come conseguenza, Luciano Spalletti ha allontanato Totti dal ritiro della squadra prima della partita di stasera con il Palermo.

Una mossa, quella di Spalletti, che a molti è apparsa inopportuna e poco lungimirante. Infatti, le dichiarazioni di Totti non erano state per nulla sconvolgenti e nel giro di qualche giorno sarebbero passate nel dimenticatoio. Invece, con la sua esclusione è stato automaticamente creato un caso che non potrà non avere ripercussioni sia all'interno della squadra che all'esterno, nel rapporto con i tifosi.

Ma era  necessario, dal punto di vista sportivo, innescare questa polemica? Ovviamente, no. Ma le ragioni, probabilmente, sono altre e riguardano banalmente il vil denaro. Il contratto di Totti è in scadenza. Lui vorrebbe rinnovarlo, ma il presidente Pallotta non ha intenzione di pagare per un altro anno quasi 10 milioni di euro per mantenere una bandiera che ha ormai 40 anni e dal punto di vista sportivo può dare ben poco. Quindi, se Spalletti ha deciso di mandare a casa Totti, non è da escludere che gli sia arrivato un suggerimento dagli USA in tal senso.

Adesso, resta da vedere quanto il risparmio dello stipendio di Totti sul bilancio del prossimo anno inciderà sui risultati sportivi attuali, anch'essi determinanti per far quadrare i conti a causa dei costi onerosissimi di campioni strapagati che però, in termini di risultati, non hanno contribuito finora alla sostenibilità del fatturato.

Infine, un'ultima considerazione è d'obbligo. Ma dopo tutti questi anni, anche se da una parte si cerca il divorzio, è corretto e sensato separarsi in questo modo?