Washington – Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha presentato accuse di rilevanza penale contro l'ex direttore dell'FBI James Comey, segnando un'escalation senza precedenti nella campagna di ritorsioni politiche del presidente Donald Trump contro i suoi avversari.
Le accuse contro Comey
Comey rischia fino a cinque anni di carcere. Le imputazioni includono false dichiarazioni al Congresso e ostruzione di un'indagine parlamentare. Secondo l'atto d'accusa, l'ex capo dell'FBI avrebbe fuorviato il Congresso riguardo al suo ruolo nelle fughe di notizie legate a indagini federali.
Un'ulteriore accusa, riguardante dichiarazioni rese al Senato in merito alle elezioni del 2016, è stata respinta dal grand jury per insufficienza di prove.
La risposta di Comey
In un video pubblicato su Instagram, Comey ha dichiarato:
"Il mio cuore è spezzato per il Dipartimento di Giustizia, ma ho piena fiducia nel sistema giudiziario federale. Sono innocente. Andiamo a processo e manteniamo la fiducia".
Il suo avvocato, Patrick J. Fitzgerald, ha ribadito l'innocenza del suo assistito: “Jim Comey respinge integralmente le accuse. Dimostreremo la verità in tribunale”.
Trump esulta: “Giustizia in America”
Il presidente Trump, che da anni minaccia di incarcerare i propri rivali politici, ha accolto la notizia con entusiasmo:
“JUSTICE IN AMERICA! È stato un male per il Paese per troppo tempo”, ha scritto sui social.Trump aveva licenziato Comey nel 2017, all'inizio del suo primo mandato, accusandolo di aver gestito male l'indagine dell'FBI sui legami tra la sua campagna del 2016 e funzionari russi.
Scontri interni al Dipartimento di Giustizia
L'inchiesta ha creato forti tensioni all'interno del Dipartimento di Giustizia. Erik Siebert, il procuratore federale incaricato del caso, si è dimesso la scorsa settimana dopo aver espresso dubbi sulla solidità delle prove.
La sua sostituta, Lindsey Halligan – ex consulente della Casa Bianca e in passato avvocato personale di Trump – ha presentato personalmente le prove al grand jury, un gesto definito altamente inusuale dagli addetti ai lavori.
Molti procuratori di carriera avrebbero sconsigliato di procedere con l'incriminazione, giudicando l'evidenza insufficiente per provare un reato.
Ripercussioni personali
Le conseguenze hanno colpito anche la famiglia di Comey. Suo genero Troy Edwards, procuratore senior per la sicurezza nazionale, si è dimesso in segno di protesta. Sua figlia maggiore, Maurene Comey, era stata licenziata come procuratore federale a Manhattan lo scorso luglio e ha avviato una causa legale, sostenendo di essere stata rimossa perché figlia dell'ex direttore dell'FBI.
Un caso politico senza precedenti
L'incriminazione di James Comey rompe con decenni di tradizione che hanno sempre cercato di proteggere le forze dell'ordine federali dalle pressioni politiche.
Secondo Norm Eisen, ex funzionario per l'etica governativa sotto Barack Obama:
“Questa incriminazione ha tutte le caratteristiche di una persecuzione politica vendicativa e priva di fondamento”.
L'attacco giudiziario a Comey rappresenta un punto di svolta nella gestione del Dipartimento di Giustizia sotto l'amministrazione Trump. Con altre indagini aperte contro Letitia James (procuratrice generale di New York) e John Bolton (ex consigliere per la sicurezza nazionale), il messaggio politico è chiaro: nessun avversario del presidente è al sicuro.


