A nove anni da Loveless e dopo aver superato una drammatica battaglia contro il Covid, il maestro russo Andrey Zvyagintsev torna al Festival di Cannes con Minotaur. Coproduzione internazionale scritta con Simon Liashenko, il film traspone il classico francese La moglie infedele di Claude Chabrol in un teso e asfissiante thriller politico di 128 minuti.
Ambientata nel 2022, durante la guerra russo-ucraina, la trama segue Gleb (Dmitriy Mazurov), un dirigente d'azienda sull'orlo del fallimento che scopre il tradimento della moglie Galina (Iris Lebedeva). Questo dramma privato accelera il suo crollo psicologico, trascinandolo in una spirale di violenza.
Zvyagintsev utilizza magistralmente la crisi familiare come specchio del collasso sociale e del degrado etico di un intero Paese. Esaltata dalla straordinaria fotografia geometrica di Mikhail Krichman, l'opera include una virtuosistica sequenza di venti minuti senza dialoghi, trasformando l'infedeltà nella perfetta metafora dell'isolamento e della cecità della classe privilegiata russa.


