Esteri

Tensione alle stelle dopo l'attacco israeliano a Doha: per il Qatar è "terrorismo di Stato"

Il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha definito "terrorismo di Stato" l'attacco israeliano che ha colpito Doha, causando almeno sette morti, tra cui due agenti di sicurezza qatarini. L'obiettivo dell'operazione era colpire i leader di Hamas riunitisi per discutere la proposta di cessate il fuoco avanzata dal presidente statunitense Donald Trump. Hamas ha confermato che i suoi vertici sono sopravvissuti al tentativo di assassinio.

"Ci deve essere una risposta collettiva a questa aggressione. L'intera regione del Golfo è a rischio",

ha dichiarato il premier qatariota in un'intervista alla CNN, accusando Benjamin Netanyahu di voler trascinare il Medio Oriente nel caos e di aver "ucciso ogni speranza di pace".

L'attacco a Doha, il primo mai compiuto da Israele contro il Qatar, ha scatenato una valanga di condanne. Il presidente francese Emmanuel Macron ha definito i raid "inaccettabili" e ribadito il sostegno alla sovranità qatarina. Anche i leader del Golfo si sono precipitati a Doha per manifestare solidarietà: il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed Al Nahyan, ha parlato di "atto criminale" e minaccia alla stabilità regionale, mentre il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha promesso "sostegno illimitato" al Qatar.

Kuwait e Giordania hanno inviato i loro principi ereditari, e giovedì è atteso a Doha lo stesso Bin Salman. Tutti i leader arabi hanno chiesto una risposta internazionale contro Israele e la fine delle sue "pratiche criminali".

Netanyahu, però, sembra ignorare le pressioni. Ha minacciato nuovi attacchi contro il Qatar, accusandolo di "ospitare terroristi" e avvertendo: "Se non li espellete o non li processate, lo faremo noi". Una linea che contrasta apertamente con la posizione ufficiale di Doha, secondo cui l'ufficio politico di Hamas è stato ospitato nell'ambito di mediazioni richieste sia da Washington che da Tel Aviv.

La leadership qatarina ha definito "vergognoso" il tentativo di Netanyahu di giustificare l'attacco e le minacce future, denunciando una "palese violazione della sovranità" del Paese.

L'aggressione a Doha si inserisce in una serie di attacchi israeliani oltre i propri confini: sei Paesi colpiti in 72 ore, sette dall'inizio dell'anno. Mercoledì, un raid in Yemen ha ucciso 35 persone. Hezbollah ha avvertito che il bombardamento contro il Qatar è un segnale diretto alle monarchie del Golfo: nessuno sarà risparmiato se la resistenza armata verrà sconfitta.

Intanto, a Gaza, il bilancio continua a crescere: oltre 64.600 palestinesi uccisi dall'ottobre 2023. Solo mercoledì i raid israeliani hanno fatto 72 vittime. Israele, accusato da numerose ONG di genocidio, punta ora a conquistare Gaza City, dove vivono più di un milione di persone.

L'attacco ha messo in difficoltà anche gli Stati Uniti. Trump, che aveva appena promesso che non ci sarebbero stati altri raid su suolo qatariota, ha preso le distanze: "Non è stata una decisione mia, ma di Netanyahu", ha detto. Non è chiaro se la Casa Bianca fosse stata avvertita o se l'operazione indichi una frattura nella storica alleanza tra Washington e Israele.

Autore Ugo Longhi
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