Negli ultimi giorni chi monitora il posizionamento su Google si è trovato davanti a un problema non da poco: il motore di ricerca ha rimosso la possibilità di visualizzare 100 risultati per pagina. La modifica, apparentemente banale, ha già mandato in tilt sia i tool di terze parti per il tracciamento delle SERP sia i dati riportati da Google Search Console.
Fino a poco tempo fa era possibile aggiungere il parametro &num=100 all’URL delle ricerche su Google.com per forzare la visualizzazione di cento risultati per pagina. Da fine della scorsa settimana, questo non funziona più: la paginazione resta bloccata a 10 risultati per volta.
Per i software che monitorano le SERP, questo è un disastro. Prima potevano raccogliere 100 posizionamenti con una singola query, adesso è necessario farne dieci. Risultato: costi più alti e dati incompleti.
Diversi fornitori hanno già confermato malfunzionamenti e stanno lavorando a soluzioni alternative. Altri non hanno ammesso nulla, ma basta guardare i report: numeri mancanti, grafici incoerenti, posizioni anomale.
Il problema non riguarda solo i servizi esterni. Anche Google Search Console sembra restituire dati sballati, ad esempio, con un calo netto delle impression desktop.
La domanda chiave è: Google ha eliminato i 100 risultati per scelta, per errore o per altro motivo? Per ora non ci sono risposte ufficiali. Non è chiaro nemmeno perché la modifica influisca sui dati di Search Console, a meno che i sistemi di scraping non abbiano “inquinato” le metriche per anni.
In attesa di chiarimenti da Mountain View, una cosa è certa: i dati SEO di questa settimana vanno presi con le pinze. Se nei vostri report compaioni numeri strani o incoerenti è perché Google ha cambiato le regole del gioco... anche se non è detto che non possa essere per un problema temporaneo.

