Dopo il successo de "L'Eresia di Francesco", il sacerdote più seguito d'Italia sui social torna con un libro fatto di domande, non di risposte facili
Ci sono domande che si scrivono solo di notte. Domande che restano sospese alla fine di un incontro, quando ormai ci si è già salutati e poi si torna indietro con un "aspetta, posso chiederti una cosa?". Domande che a volte non trovano nemmeno le parole per essere dette ad alta voce, e restano lì, dentro, per anni.
Don Cosimo Schena, il sacerdote da oltre 1 milione di follower conosciuto per la sua capacità di intrecciare fede e psicologia, ha deciso di raccoglierle. Tutte insieme, cento per l'esattezza, in un libro che si intitola semplicemente "Posso farti una domanda?".
Un libro fatto di domande, non di risposte preconfezionate
Non è un saggio teologico, non è una biografia, non è nemmeno un manuale di autoaiuto nel senso classico del termine. "Posso farti una domanda?" è, come dice il titolo stesso, una raccolta di cento domande vere sull'amore, sulle relazioni, sulla paura di essere abbandonati, sulle ferite che non si rimarginano, sul perdono che sembra impossibile, sulla fede che vacilla, sulla solitudine che a volte è più rumorosa di qualsiasi voce.

Domande come: Perché continuo a soffrire? Perché Dio non risponde? Come faccio a perdonare? Perché ho paura di essere lasciato? È troppo tardi per cambiare?
Sono le domande che don Cosimo si è sentito rivolgere per anni, nella sua parrocchia di Brindisi, nei messaggi che riceve ogni giorno sui social, nelle conversazioni che nascono spontaneamente dopo un incontro pubblico. "Le cento domande non sono state costruite a tavolino", racconta l'autore nell'introduzione al libro. "Appartengono alle persone, alle loro paure e a ciò che spesso non riescono a dire ad alta voce."
Quando la psicologia incontra la spiritualità
Quello che rende particolare l'approccio di don Cosimo è, ancora una volta, la sua doppia formazione. Sacerdote e psicologo clinico, applica a queste cento domande uno sguardo che non separa mai il piano spirituale da quello psicologico. Nel libro si parla di ferite affettive, di bisogno di controllo, di dipendenze, di relazioni che fanno soffrire, di fede e di quel rapporto complicato che ognuno ha con se stesso.
Non ci sono risposte facili, e questo è forse l'elemento più onesto del progetto. Don Cosimo non promette soluzioni immediate né formule magiche. Offre, piuttosto, compagnia dentro la domanda stessa. Un modo per stare dentro l'inquietudine invece di scappare subito verso una risposta consolatoria.
Un libro da aprire quando serve
C'è un altro aspetto che distingue "Posso farti una domanda?" dai libri tradizionali: non è pensato per essere letto dalla prima all'ultima pagina, tutto d'un fiato. Si può aprire dove capita, dalla domanda che in quel momento sembra parlare più direttamente a chi lo sta sfogliando. E alla fine di ogni capitolo resta sempre un'altra domanda, da portare con sé, da scrivere su un diario, da pregare in silenzio o da condividere con qualcuno di cui ci si fida.
Il titolo del libro nasce da una frase che don Cosimo ha sentito pronunciare innumerevoli volte, spesso proprio all'inizio delle conversazioni più delicate: "Don, posso farti una domanda?". E la sua risposta, che diventa anche il filo conduttore del libro, è sempre la stessa, semplice e disarmante: "Certo."

Il seguito naturale de "L'Eresia di Francesco"
Questo nuovo lavoro arriva a pochissima distanza da "L'Eresia di Francesco", il libro che ha portato don Cosimo al centro del dibattito culturale e religioso di questi mesi. In quel testo, pubblicato per Elledici in occasione dell'anno giubilare dedicato al Poverello d'Assisi, don Cosimo aveva già mostrato la sua cifra stilistica: restituire umanità scomoda a figure che rischiano di essere ridotte a icone perfette e irraggiungibili.
"Abbiamo trasformato Francesco in un santino innocuo", aveva scritto don Cosimo in quell'occasione. "Ma Francesco non è nato per decorare le nostre pareti: è nato per inquietare le nostre coscienze." La stessa tensione tra ferita e verità, tra fragilità e autenticità, torna ora in "Posso farti una domanda?", applicata questa volta non a un santo del Duecento, ma alla vita quotidiana di chiunque legga il libro.
Se "L'Eresia di Francesco" chiedeva al lettore di guardare la santità con occhi diversi, "Posso farti una domanda?" chiede qualcosa di ancora più personale: guardare se stessi, le proprie domande sospese, senza la fretta di trovare subito una risposta.
Il libro è disponibile esclusivamente su Amazon.

