23 agosto, aumentano i bombardamenti su Gaza City: distruzione, assedio e nuove vittime civili
Le operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza continuano senza sosta, con particolare intensità nel quartiere di Zaytoun, a sud della città. Negli ultimi due giorni le esplosioni sono state avvertite con forza anche nella parte occidentale della città, segno dello spostamento del fronte da est a ovest di via Salah al-Din.
Secondo fonti locali, gran parte delle abitazioni a est della strada è già stata rasa al suolo, mentre l'esercito israeliano ha esteso le operazioni verso i quartieri confinanti, compreso al-Sabra, anch'esso teatro di incursioni. Lo stesso scenario di distruzione si è verificato in precedenza nei quartieri di Shuja‘iyya e al-Tuffah, entrambi a est della città.
Dal lato settentrionale, l'esercito ha iniziato a imporre evacuazioni nell'area di Sheikh Radwan, puntando a completare l'accerchiamento di Gaza City. Intanto, bombardamenti massicci colpiscono vari quartieri, inclusi al-Rimal, al-Nasr, Sheikh Radwan, il campo profughi di al-Shati e parte di Tel al-Hawa, zone già sovraffollate da sfollati interni.
Contemporaneamente, Israele ha contattato diversi ospedali cittadini, chiedendo di prepararsi all'evacuazione verso il centro e il sud della Striscia. I direttori delle strutture sanitarie hanno rifiutato. Per la prima volta dopo mesi, invece, è stato consentito l'accesso delle équipe mediche e tecniche all'ospedale europeo di Khan Younis, con l'obiettivo di riattivarne i servizi.
Il ministero della Sanità di Gaza ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono arrivati negli ospedali 61 corpi di vittime e 308 feriti. Il bilancio complessivo dall'inizio dell'offensiva israeliana, il 7 ottobre 2023, è salito a 62.622 morti e 157.673 feriti.
Dal 18 marzo 2025 a oggi, le vittime accertate ammontano a 10.778 morti e 45.632 feriti. Nello stesso periodo, sono stati integrati 298 nomi alla lista ufficiale dei caduti, dopo la verifica dei dati da parte della commissione giudiziaria incaricata di monitorare denunce e dispersi.
Un capitolo particolarmente drammatico riguarda i cosiddetti "martiri della sopravvivenza": persone rimaste uccise mentre cercavano aiuti umanitari. Solo nelle ultime 24 ore se ne contano 16, con 111 feriti. In totale, le vittime legate alla ricerca di cibo e soccorsi sono arrivate a 2.076, con oltre 15.308 feriti.
Infine, la crisi alimentare continua a produrre nuove tragedie: nelle ultime ore gli ospedali hanno registrato 8 decessi per fame e malnutrizione, inclusi due bambini. Dall'inizio dell'assedio, le morti attribuite a queste cause sono salite a 281, di cui 114 minori.