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Mentre l’Europa riconosce lo Stato di Palestina, Roma dice no obbedendo a Washington: a ridare dignità all'Italia le manifestazioni di protesta in corso da nord a sud


"Alla vigilia di importanti vertici internazionali e di votazioni cruciali in sede europea, denunciamo con forza che il governo non ha ancora dato alcuna disponibilità a venire a spiegare in Parlamento la posizione italiana rispetto alla questione palestinese. È un fatto gravissimo.
Utilizzeremo tutti gli strumenti democratici che ci mette a disposizione il regolamento perché non siamo disponibili a riprendere le votazioni finché il governo non avrà assunto l’impegno a venire in Parlamento per comunicazioni. È intollerabile che, di fronte a una richiesta unitaria di tutte le opposizioni, l’esecutivo tiri dritto senza proferire parola. Un governo che ignora il Parlamento e lascia gli italiani all’oscuro sulla politica estera tradisce la democrazia: Meloni deve spiegare chiaramente da che parte sta l’Italia. Il Parlamento deve votare sulle comunicazioni del Governo, perché le italiane e gli italiani e i tanti giovani che oggi sono scesi in piazza hanno il diritto di sapere da che parte stanno i loro rappresentanti"

Questo è quanto ha dichiarato oggi alla Camera il deputato Paolo Ciani per conto del gruppo parlamentare del Pd. Una richiesta giusta, ma nella sostanza inutile, visto che il ministro degli Esteri Tajani è già a New York, mentre la presidente del Consiglio vi arriverà in serata. Entrambi parteciperanno all'annuale riunione dell'Assemblea Generale delle Nazioni dove la questione del sostegno al riconoscimento dello Stato di Palestina sarà il tema principale, a seguito del genocidio in atto a Gaza.

Quale sarà la posizione dell'Italia al riguardo? Lo sapremo nelle prossime ore e lo stesso sarà anche per il Parlamento che ne verrà informato in diretta tv.

I (post) fascisti, a seguito dell'ordine inviato da Washington e accettato sugli attenti dalla loro capa, la (post) camerata Meloni Giorgia, hanno già dichiarato con motivazioni che vanno ben al di là del grottesco - dobbiamo mantenere le relazioni con Netanyahu, non possiamo riconoscere uno Stato che non esiste, non possiamo fare un favore ad Hamas, ecc. - il loro signorsì alla linea impostagli da Trump. Il problema, però, è che quasi tutta Europa - Ungheria e Germania a parte - ha deciso di riconoscere lo Stato di Palestina.

Un riconoscimento con conseguenze più formali che pratiche, ma almeno è un piccolissimo passo avanti per prendere le distanze da uno Stato canaglia come lo Stato ebraico di Israele. 

Invece non sarà così. E a far presente a questo branco di (post) fascisti che stanno dalla parte sbagliatissima della storia, lo sciopero di venerdì scorso della Cgil e quello odierno dei sindacati di base che, da nord a sud sta effettivamente bloccando l'Italia: con persone che hanno fermato il traffico di autostrade, ferrovie e porti. Non sono mancati interventi da parte delle forze dell'ordine, con reciproci scontri, la cui responsabilità, secondo rappresentanti della destra (post) fascista sarebbe da attribuire unicamente ai manifestanti, ovviamente definiti delinquenti.

In realtà stanno solo cercando di ridare dignità a una nazione che, a causa di Meloni e dei suoi (post) camerati, l'ha persa da tempo, arrivando persino ad esser complice di un genocidio.

Autore Giuseppe Ballerini
Categoria Politica
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