Secondo il racconto tramandato da diverse biografie dedicate a Rol, il Duce gli avrebbe chiesto senza mezzi termini quale fosse il destino della guerra. Dopo iniziali esitazioni, Rol avrebbe risposto: “Duce, per me la guerra è perduta”. Alla domanda sul destino personale di Mussolini, avrebbe poi aggiunto che gli italiani lo avrebbero abbandonato entro la primavera del 1945.
La vicenda, impossibile da verificare con assoluta certezza storica, è entrata comunque nella mitologia che circonda la figura del sensitivo torinese. Secondo altre testimonianze, Rol avrebbe persino confidato ad alcuni ufficiali la data esatta della morte di Mussolini: il 28 aprile 1945.
Un altro elemento che contribuì alla leggenda riguarda il presunto interesse di Adolf Hitler nei suoi confronti. Si racconta infatti che il Führer, noto per la propria attenzione verso occultismo ed esoterismo, desiderasse averlo in Germania. Sempre secondo la tradizione biografica, Mussolini avrebbe aiutato Rol a sottrarsi più volte ai tentativi tedeschi di trasferirlo oltreconfine, consigliandogli di rifugiarsi sulle montagne piemontesi.
Nel 1943, nascosto a San Secondo di Pinerolo, Rol avrebbe contribuito a salvare numerose persone, inclusi partigiani e prigionieri, grazie alla capacità di impressionare gli ufficiali tedeschi con dimostrazioni considerate inspiegabili. Tra gli episodi più celebri vi è quello in cui sarebbe riuscito a descrivere con precisione il contenuto dei cassetti della casa di un ufficiale tedesco ad Amburgo, convincendolo così a liberare alcuni prigionieri destinati alla fucilazione.
In un documento datato 3 maggio 1945 e attribuito al sindaco di San Secondo di Pinerolo, si riconosce a Rol il coraggio dimostrato durante gli anni della guerra e l’aiuto prestato alla popolazione locale in circostanze particolarmente difficili.


