Linosa, terra di nessuno (tranne quando si tratta di voti). Intanto il 118 arriva in elicottero… quando può

di Redazione Pelagica – Satira in attesa di atterraggio

Che si tratti di ischemie, infarti o altri malori gravi, a Linosa il primo vero nemico non è la malattia, ma il tempo. Tempo che si dilata, si spezza, si perde nei meandri di una macchina istituzionale che gira a vuoto da anni.

Il 21 maggio un uomo resta in attesa otto ore prima che l’elisoccorso si degni di solcare il cielo. Il 3 agosto, un altro collasso, questa volta per una sospetta ischemia. L’elicottero del 118 viene chiamato alle 21:30, ma atterra alle 3:30 del mattino. Cioè sei ore dopo. A questo punto non è più una notizia, ma una rubrica: “Quante ore ci mette oggi il 118 per arrivare a Linosa?”

Regione Siciliana: la responsabilità è chiara, la risposta no

È la Regione Siciliana, ai sensi del D. Lgs. 502/1992, a detenere la competenza legislativa in materia di sanità, con funzione programmatoria e di coordinamento delle Aziende Sanitarie Provinciali (ASP). Per Linosa, parliamo dell’ASP di Palermo.

Inoltre, il Piano Regionale dell’Emergenza Urgenza (PREU) prevede espressamente il servizio di elisoccorso HEMS (Helicopter Emergency Medical Service) anche per le isole minori. In teoria. Perché nella pratica Linosa resta ai margini, come se fosse una colonia da cui estrarre consenso, ma non da servire.

Elisuperficie: abilitata ma… a orari ridotti?

L’elisuperficie di Linosa risulta autorizzata ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile), e inserita nella rete di elisuperfici per il 118. Tuttavia, pare che l’uso notturno richieda condizioni particolari e personale reperibile. Ma se è autorizzata, se è attiva, perché un elicottero deve metterci 6 ore ad arrivare? Chi gestisce l’infrastruttura? Chi è responsabile della reperibilità degli operatori? Chi verifica l’operatività notturna?

Le domande si moltiplicano, ma le risposte – quelle no, quelle restano in silenzio come la pista al buio.

Quando un’isola è periferia del pensiero

Linosa è abitata, viva, pulsante. Non è un punto sulla mappa, né un miraggio turistico. Ma per il sistema sanitario sembra essere rimasta una nota a piè di pagina. Nessun presidio medico h24, nessuna vera copertura d’emergenza in loco, nessun piano sanitario degno di una comunità italiana nel 2025.

Nel Programma Operativo Sanitario della Regione Siciliana, si parla di “equità territoriale” e “diritto universale alla salute”. Ma chi vive a Linosa sa che tra il dire e l’arrivare ci sono 147 km di mare e (almeno) 6 ore di attesa.

La domanda vera è solo una

Quante persone devono rischiare la vita prima che questo sistema venga aggiustato?
Perché, con tutte le norme, i fondi, le competenze, i proclami sulla sanità pubblica, nessuno riesce a garantire il diritto alla salute su un’isola di 300 abitanti?

Chi ha la responsabilità di attivare un elicottero in tempi congrui?
Chi controlla che la rete dell’emergenza urgenza funzioni davvero anche di notte?
Chi ha il coraggio di dire che, a Linosa, i cittadini hanno lo stesso diritto alla cura di quelli di Palermo, Milano o Roma?

Perché – ormai è evidente – l’elisoccorso vola, ma la coscienza delle istituzioni no.