La Corea del Sud ha espresso forte rammarico per la diffusione da parte del governo statunitense delle immagini relative all'arresto di centinaia di lavoratori sudcoreani, appena pochi giorni dopo il vertice tra i presidenti Donald Trump e Lee Jae Myung.
Giovedì, agenti dell'Immigrazione statunitense (ICE) hanno fatto irruzione in una fabbrica di batterie per auto di Hyundai Motor, vicino Savannah, in Georgia. L'operazione si è trasformata nella più grande operazione di arresti mai condotta dal Dipartimento della Sicurezza Interna: circa 475 persone recluse, di cui oltre 300 cittadini coreani. Le immagini diffuse mostrano lavoratori incatenati a polsi, vita e caviglie, caricati su autobus sotto scorta armata, con l'impiego di elicotteri e veicoli blindati. Alcuni dipendenti, nel tentativo di fuggire, si erano perfino nascosti in uno stagno.
This video is for South Koreans 😂 who laughed on Indians.
— Dimple (@DimpleSimple44) September 7, 2025
USA : 457 workers were detained at Hyundai–LG battery plant site in, Georgia, over 300 of them south Koreans allegedly working illegally. They were handcuffed/chained,kept hungry and deported.
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La pubblicazione dei video ha fatto esplodere la protesta di Seul. Il vice ministro degli Esteri Park Yoon-joo ha telefonato ad Allison Hooker, sottosegretario americano per gli Affari Politici, definendo l'episodio "profondamente deplorevole" perché avvenuto in un momento in cui i due leader avevano appena avviato un seppur fragile percorso di cooperazione. Park ha chiesto agli Stati Uniti una rapida risoluzione della vicenda, sottolineando che "le attività economiche delle aziende coreane e i diritti dei nostri cittadini non devono essere ingiustamente calpestati dalle autorità americane".
Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung ha ordinato una risposta immediata, convocando un vertice d'emergenza con il ministro degli Esteri Cho Hyun, che ha annunciato la possibilità di recarsi a Washington di persona.
Sul fronte aziendale, LG Energy Solution, partner di Hyundai nello stabilimento di Savannah, ha sospeso i viaggi d'affari verso gli Stati Uniti (eccetto quelli indispensabili per i clienti) e inviato un dirigente in Georgia per "garantire il rilascio rapido e sicuro dei dipendenti detenuti". Hyundai Motor, invece, ha promesso di verificare a fondo fornitori e subappaltatori per accertare la conformità alle normative americane.
In Corea del Sud quanto accaduto è stato interpretato come un'umiliazione per la nazione. Negli Stati Uniti, invece, Trump ha liquidato la questione dichiarando: "Erano immigrati illegali e l'ICE ha fatto semplicemente il suo lavoro".
Alcuni parlamentari della Georgia e del Caucus asiatico-americano del Congresso hanno però criticato duramente il raid, accusando l'amministrazione Trump di perseguire lavoratori e comunità di colore invece che criminali violenti, con azioni che "distruggono famiglie, danneggiano l'economia e minano la fiducia dei partner".
L'incidente rischia di pesare seriamente sulle relazioni bilaterali e sulle trattative commerciali ancora in corso tra Washington e Seul.


