La tecnologia italiana più efficiente al mondo nel solare termico cerca acquirenti esteri. Una storia di eccellenza, burocrazia e occasioni mancate.

C'è un primato tecnologico italiano che rischia di finire all'estero. E non parliamo di una piccola innovazione, ma del record mondiale assoluto di efficienza nel settore del solare termico: 91%. Un risultato certificato a livello internazionale che fa impallidire i tradizionali pannelli solari (30% di efficienza) e persino i più moderni sistemi a tubi sottovuoto (50%).

Eppure, dopo dieci anni di ricerca, brevetti internazionali e certificazioni prestigiose, Greenetica Distribution, l'azienda italiana che ha sviluppato questa tecnologia, non trova investitori nel proprio Paese. E ora è costretta a cercare acquirenti all'estero o a valutare la cessione dei brevetti.

La Tecnologia che ha conquistato il mondo (tranne l'Italia)

Il Concentratore Solare Termico EOSth non è un progetto sulla carta, ma una tecnologia già operativa e certificata. Sviluppata in collaborazione con l'Università di Padova e istituti di ricerca nazionali ed esteri, ha ottenuto il prestigioso marchio Solarkeymark, lo standard di certificazione internazionale per l'industria del solare termico, riconosciuto in oltre 40 paesi.

Come funziona? Il sistema utilizza specchi parabolici montati su una struttura che insegue automaticamente il sole dall'alba al tramonto, concentrando le radiazioni solari 144 volte su speciali collettori lineari. Questo grado di concentrazione, costante durante tutto l'anno, permette non solo di produrre energia termica con un'efficienza straordinaria, ma anche di raggiungere temperature superiori a 100°C, ideali per applicazioni industriali.

I numeri del record

91% di efficienza certificata (contro il 30% dei pannelli tradizionali)
Concentrazione solare: 144 volte
Output energetico: da 30.000 a 110.000 kWh termici all'anno
Durata: 30 anni senza cali di produttività
Temperature operative: fino a oltre 100°C


Il paradosso italiano: eccellenza tecnologica senza investimenti

"Mentre nel mondo si investono centinaia di milioni su start-up delle energie rinnovabili, in Italia riusciamo a ottenere solo pochi spiccioli nonostante detenga il record mondiale di efficienza", denuncia Dino Marcato, responsabile di Greenetica. Un paradosso che racconta molto dello stato dell'innovazione nel nostro Paese.

Brevetti sotto attacco

I primi brevetti di invenzione, conseguiti nel 2010, sono stati oggetto di ripetuti tentativi di copia. Gli ultimi tre brevetti sono stati registrati nel 2023, a dimostrazione della continua evoluzione tecnologica. Ma proteggere l'innovazione in Italia costa caro, non solo in termini economici ma anche di tempo e burocrazia.

La stessa certificazione Solarkeymark è stata inizialmente messa in discussione: "Non credevano all'altissima efficienza del nostro sistema", spiegano dall'azienda. Sono state richieste nuove misurazioni da parte dell'ENEA, con ulteriori costi per la start-up. Poi, ovviamente, la certificazione è stata confermata.

Il caso Transizione 5.0: quando la burocrazia uccide l'innovazione

Un esempio emblematico delle difficoltà incontrate è rappresentato dalla normativa Transizione 5.0. Inizialmente il solare termico era stato completamente dimenticato dal testo normativo. Poi, con delle FAQ, il Ministero ha confermato l'inclusione annunciando la pubblicazione di tabelle con i relativi contributi.

Quelle tabelle non sono mai state pubblicate. Risultato? Numerosi progetti bloccati, opportunità perse, clienti che hanno dovuto rinunciare agli incentivi. La legge scade a fine anno e per Greenetica è stata "un'occasione completamente persa".

Il sistema finanziario che non comprende l'innovazione

Il nodo cruciale è però il sistema finanziario italiano, strutturalmente inadeguato a sostenere start-up innovative che richiedono investimenti di medio-lungo termine.

"Il sistema si basa sempre sui fatturati e risultati in tempi brevi invece che su una valutazione patrimoniale della proprietà intellettuale", spiega Dino Marcato. La proprietà intellettuale non può essere messa a bilancio senza una tassazione che ne pregiudicherebbe la sostenibilità economica.

Anche quando arrivano riconoscimenti prestigiosi - come essere stata premiata tra le 10 migliori start-up italiane proprio dal sistema bancario nell'ambito del programma UP2STARS di Intesa Sanpaolo - il supporto concreto non segue. "Sembra che queste iniziative vengano poste in essere solo per immagine", commentano amaramente i fondatori.

Imprenditori senza visione

Pure gli imprenditori italiani incontrati si sono rivelati inadeguati: "Sono in linea con quanto richiesto dal sistema creditizio: risultati immediati, logiche di brevissimo termine. In alcuni casi possono essere anche dannosi, creando ulteriori problemi invece che contribuire allo sviluppo".

Un team eccellente disperso

Le difficoltà finanziarie hanno avuto conseguenze drammatiche: la perdita del team di lavoro. Persone qualificate che hanno contribuito a creare un'eccellenza mondiale sono state costrette ad abbandonare il progetto per mancanza di prospettive concrete.

Applicazioni concrete: non solo teoria

Il Concentratore Solare Termico EOSth non è una tecnologia sperimentale. È già operativo in diversi siti e si rivolge a settori specifici:

Aziende agricole e serre
Industrie agro-alimentari: caseifici, salumifici, birrifici, aziende vinicole
Settore hospitality: hotel, B&B, scuole
Impianti sportivi: piscine, centri sportivi
Settore industriale: lavanderie, processi di lavaggio, cotture, disidratazioni

Con un ciclo di vita di almeno 30 anni e manutenzione minima (che può essere eseguita direttamente dal cliente), il sistema garantisce risparmi significativi sui combustibili e riduzione drastica delle emissioni di CO2.

Cercasi acquirente con visione

Oggi Greenetica Distribution cerca attivamente partner industriali o imprenditori "con una visione temporale di medio termine che possano investire in un gran bel progetto". In alternativa, è disponibile a cedere i brevetti internazionali a società in grado di sviluppare la tecnologia almeno a livello europeo.

È la storia di un'eccellenza italiana che l'Italia non è stata capace di trattenere. Un caso che solleva domande importanti sul futuro dell'innovazione nel nostro Paese e sulla capacità del sistema economico e normativo di sostenere le tecnologie che potrebbero guidare la transizione energetica.

Il contesto: la concentrazione solare in Italia

La storia della concentrazione solare in Italia è ricca di eccellenze tecnologiche seguite da scelte politiche che ne hanno limitato lo sviluppo. Dal premio Nobel Carlo Rubbia con il progetto Archimede dell'ENEA, alle start-up innovative come Greenetica, il Paese ha dimostrato capacità tecniche di altissimo livello.

Quello che manca è un ecosistema in grado di trasformare queste eccellenze in successi industriali e commerciali duraturi.

 
Cosa succederà ora?

La finestra temporale è stretta. Se non emergeranno investitori italiani con visione strategica, questa tecnologia record mondiale potrebbe essere sviluppata altrove. Magari da competitor stranieri che comprenderanno il valore di un primato che l'Italia ha costruito ma non sa valorizzare.

Una perdita che sarebbe doppiamente grave: per il sistema Paese che rinuncia a un vantaggio competitivo, e per la transizione energetica nazionale che potrebbe beneficiare enormemente di questa tecnologia.

Contatti: info@greeneticadistribution.com

Sito: https://greeneticadistribution.com/web/